Con “Black Cat” Zucchero è anarchico e anti-scaramantico: con Bono e Knopfler

30 aprile 2016 ore 12:00, Andrea Barcariol
A come “anarchia”, musicale si intende. Zucchero firma il suo nuovo album in uscita proprio oggi ma l'anarchia che ritrova è anche quella dai clichè di brani troppo spesso “condizionati” dalle classifiche e dalle vendite. Del resto per uno come lui  che ha venduto 60 milioni di dischi ed è uno degli artisti più acclamato all'estero, la “fase 2” della sua carriera artistica è quella di un musicista che tiene e difende la propria “libertà” dagli schemi. “Volevo un album anarchico e libero, di quelli per i quali una canzone nasceva alle quattro del mattino ed era già pronta, senza pensare tanto alle classifiche e alle radio”, racconta presentando il lavoro che richiama i tempi di   “Oro, incenso e & Birra”. Un disco insomma, “selvaggio” con la collaborazione niente di meno che con Bono Vox. “E' il mio albun più nero come suoni”, dice Fornaciari che sta già lavorando al tour che partirà in autunno. Un lavoro complesso che arriva a sei anni di distanza dal precedente e non è stato facile trovare la chiave giusta per tornare alle proprie origini: “Ultimamente per lavorare parto sempre da un suono che mi ispira -  spiega Fornaciari - e se per 'Chocabeck' per esempio si era trattato delle campane del mio paese d'origine piuttosto che dei suoni della piazza, in questo caso ad ispirarmi è stato un tour negli Stati Uniti del Sud, i canti degli schiavi, le canzoni delle prigioni e un immaginario cinematografico alla 'Django' o 'Il colore viola'. Nella scaletta ci sono almeno tre brani che parlano dei nuovi schiavi”. 

Con “Black Cat” Zucchero è anarchico e anti-scaramantico: con Bono e Knopfler
Tredici brani con in testa il singolo che sta scalando la vetta delle classifiche nelle radio: “Partigiano reggiano”. Lui non ha mai nascosto di essere nato in una “terra rossa dove ho vivo il ricordo dei racconti di mia nonna e mio zio che è stato deportato in Germania
. Mi piacerebbe se oggi ci fossero dei giovani partigiani ai quali potrei fare da zio, accomunati dall'impegno per una causa concreta anche al di là degli schieramenti politici”. La partnership con Bono Vox è contenuta nel brano di chiusura dell'album dal titolo 'Streets of Surrender (S.O.S)”, per Zucchero da Bono degli U2 e ispirato alla strage terroristica al Bataclan di Parigi (nel novembre scorso). Ma in questo pezzo c'è un altro musicista di eccezione che sta alle chitarre: Mark Knopfler  (anche per 'Ci si arrende').

Il “gatto nero” è pronto a fare il giro del mondo: in autunno usciranno i nuovi brani  'Ti voglio sposare' e 'Voci', ma il focus è tutto calibrato sul nuovissimo tour mondiale che si aprirà ufficialmente con gli unici concerti italiani previsti per il 2016, tutti all'Arena di Verona, tra il 16 e il 28 settembre. Per ora è tutto top secret ma Zucchero si lascia solo scappare che farà qualche telefonata agli amici per farli salire sul palco.  
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