Bauer di Lars Kraume, il trailer sulla verità (post-nazista) rimasta troppo segreta

30 aprile 2016 ore 0:27, Luca Lippi
E pensare che spesso per portare ad esempio qualcuno che millanta, o che utilizza ogni mezzo lecito e illecito pur di ottenere un risultato si porta l’Italia, viene da sorridere e anche un po’ di malinconia per non aver venduta cara la pelle dell’orso.
La Germania festeggia il miracolo economico, nei fatti lo ha festeggiato ben altre due volte e sappiamo l’ingordigia dove li ha portati, ora è alla sua terza volta, e noi siamo alla finestra a guardare se l’epilogo sarà il medesimo. 
Il procuratore generale Fritz Bauer, nella Francoforte fine anni Cinquanta, descriveva in una intervista  il “suo” paese con questa frase “La Germania del miracolo economico è orgogliosa di essere la patria di Beethoven e Goethe. Ma è anche la patria di Hitler ed Eichmann e dei loro numerosi seguaci. Come ogni giornata comprende il giorno e la notte, anche la storia di un popolo ha le sue luci ed ombre”.

Bauer di Lars Kraume, il trailer sulla verità (post-nazista) rimasta troppo segreta

Lars Kraume, regista italiano di nascita e tedesco di adozione, offre in visione il suo ultimo lavoro che è il risultato di una ricerca storica minuziosa e tutt’altro che superficiale di un uomo coraggioso e ostinato. Lo stato contro Fritz Bauer (in sala dal 28 aprile), racconta la ricerca dei criminali nazisti sparpagliati nel mondo. Molti dei quali, peraltro, si annidano ancora nelle sfere della politica e della polizia sotto il governo Adenauer: come dimostrano non solo la resistenza del potere ad agevolare le indagini, ma anche ad ostacolarne, se non addirittura a sabotarne lo svolgimento.
Burghart Klaussner è l’attore che rappresenta il procuratore Bauer, e indaga per scovare Adolf Eichmann, ideologo e tra i maggiori responsabili della deportazione e dello sterminio degli ebrei nella Germania hitleriana. Aiutato da un giovane magistrato suo collaboratore (Ronald Zehrfeld), Bauer capisce presto che l’intelligence del suo paese gli negherà ogni appoggio, inceppando ad ogni passo l’inchiesta e costringendolo a rivolgersi al Mossad, i servizi segreti israeliani, per acciuffare il furfante che s’è rifugiato in Argentina.
Il film non è "importante" per sceneggiatura o interpretazione (riferita alla storia del procuratore) ma è attraente e indiscutibilmente coinvolgente per la profondità con la quale scava nel tessuto tedesco del dopoguerra, un paese in piena rinascita e con aspirazioni all’egemonia economica tali da guardarsi indietro con fastidio e riluttanza.
Per non aver coinvolto nell’azione lo Stato tedesco ed essersi rivolto  ad un’altra autorità nazionale pende su Bauer l’accusa di alto tradimento, come dire “dopo il danno anche la beffa” (Bauer è di origine ebraica). 
Questo non è l’unico film che tratta l’argomento recentemente e soprattutto che parla di Fritz Bauer, un altro film “labirinto del silenzio” girato due anni fa da Giulio Ricciarelli, anche lui nato in Italia, cresciuto artisticamente in Germania, tratta l’argomento con particolare cura, e la sensazione che la Germania abbia “programmato” una rimozione di scheletri è piuttosto forte. 
Per chiarezza, Fritz Bauer è un personaggio reale, la storia pure, il fatto che sia riproposto così spasmodicamente dopo quasi 50 anni dalla sua morte è piuttosto strano, e poi siamo noi i doppiogiochisti! 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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