La password della settimana è "Primo Maggio"

30 aprile 2016 ore 7:30, Paolo Pivetti
Ed eccoci alla vigilia del Primo Maggio, festa dei lavoratori. Festa antica e transnazionale. Si potrebbe dire transideologica. Infatti, nonostante le apparenze marxiste e il monopolio tardomarxista sulla festa in casa nostra, essa nacque molto prima dell’esistenza di un qualsiasi partito comunista, nientemeno che negli Stati Uniti, cioè nel paese culla del capitalismo. Tutto incominciò da varie manifestazioni sindacali organizzate  tra il 1867 e il 1884 in diverse città degli USA, per la conquista di tanti diritti fra cui uno in particolare: l’orario lavorativo di otto ore. Cosa che oggi ci sembra ovvia, ma allora era una meta lontana. Ci vollero diversi anni perché i vari stati si adeguassero all’avanzato Illinois, che già nel 1867 aveva fissato l’orario quotidiano in otto ore. Nell’anno 1886, nei primi giorni di maggio, a Chicago accaddero gravi incidenti tra manifestanti e polizia: due operai furono uccisi e molti feriti. Dalla commemorazione di quei fatti nacque la ricorrenza annuale del Primo Maggio: ricorrenza di memoria luttuosa ma anche di festa per tutto il mondo del lavoro.

La password della settimana è 'Primo Maggio'
Nel 1889 il Primo Maggio varcò l’Atlantico e sbarcò in Europa in occasione della Seconda Internazionale Socialista, a Parigi
, e fu adottato ufficialmente come Festa dei Lavoratori anche nel Vecchio Continente. L’anno dopo, su un periodico politico italiano stampato a Forlì, “La Rivendicazione”, si magnificava il Primo Maggio come “parola magica che corre di bocca in bocca, che rallegra gli animi di tutti i lavoratori del mondo”.
Nell’Italia del primo Novecento la Festa dei Lavoratori ebbe le sue celebrazioni. Addirittura, nella storia del cinema si ricorda che uno dei primi documentari italiani di un qualche rilievo fu quello sulla “Grandiosa manifestazione per il Primo Maggio 1913 ad Andria”
Il Fascismo abolì il Primo Maggio; anzi, ne spostò la celebrazione al 21 aprile, in coincidenza con il Natale di Roma.
Dopo la guerra il Primo Maggio tornò; ci fu, nel 1947, la terribile, e tuttora inspiegata, strage di lavoratori che lo festeggiavano a Portella della Ginestra, compiuta dalla banda di Salvatore Giuliano. 
Nel 1955 papa Pio XII tentò di sottrarre la ricorrenza al monopolio comunista istituendo per il Primo Maggio la festa di san Giuseppe Lavoratore.
Memoria storica, ricordi che hanno quasi il sapore del museo.
Oggi, ma già dal 1990, dunque da ventisei anni, il Primo Maggio è diventato rock, per dirla alla Celentano. L’ultima spiaggia del consenso, per CGIL, CISL e UIL, è il Concertone in piazza San Giovanni, otto ore di musica con tantissimi artisti, che quest’anno sarà condotto da Luca Barbarossa.
Come diceva il vecchio Mike, “Allegria!”

autore / Paolo Pivetti
Paolo Pivetti
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