Rivelazione choc: "Il Das conteneva amianto". Panico nei quarantenni

30 dicembre 2015 ore 8:33, Americo Mascarucci
Quanti di noi da bambini a scuola hanno giocato con il mitico pongo modellando pupazzi e oggetti vari?
Ebbene oggi si scopre che il celebre Das, ossia la pasta utilizzata per ottenere il pongo conteneva fibre di amianto, il che potrebbe significare che un’ampia varietà di utenti di 40 anni fa, compresi i bambini, gli insegnanti, gli artigiani e coloro che erano addetti alla produzione potrebbero aver subito seri danni alla salute. 
Sono i risultati di una ricerca pubblicati dalla rivista scientifica «Scandinavian Journal of Work Environment and Health». La pasta per modellare con amianto è stata prodotta dalla Adica Pongo in Italia dal 1963 al 1975.
Non è il caso tuttavia di farsi prendere dal panico anche perché come si sono affrettati a spiegare alcuni specialisti, la contaminazione d'amianto prevede un'esposizione prolungata nel tempo, quindi non è detto che i bambini di quarant'anni fa, oggi adulti, che hanno maneggiato il Das siano tutti in pericolo. Tuttavia l'allarmismo si è diffuso e non del tutto ingiustificato. 
Rivelazione choc: 'Il Das conteneva amianto'. Panico nei quarantenni
Lo studio è stato condotto da ricercatori italiani dell’Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica (Ispo), dell’Azienda Sanitaria e dell’Università di Firenze, che hanno rilevato tra il 1963 e il 1975, la presenza di amianto nel Das, la pasta per modellare a suo tempo prodotta dalla ditta Adica Pongo di Lastra a Signa (Firenze), chiusa ormai dal 1993. La ricostruzione storica del prodotto ha permesso di stabilire che circa 55 milioni di confezioni di Das contenenti amianto sono stati prodotti e venduti sul mercato interno ed internazionale in 13 anni, con un numero di utenti nell’ordine dei milioni. Il Das veniva esportato in Olanda, Inghilterra, Norvegia e Germania.  
Per i primi tre anni Das è stato commercializzato in polvere da miscelare con acqua e successivamente in pasta pronta all’uso. Dal 1976 in poi l’amianto fu sostituito con la cellulosa. La ricerca è stata resa possibile grazie al contributo fornito da alcuni ex dipendenti di Adica Pongo. Inoltre, i ricercatori sono riusciti a reperire le fatture dell’acquisto dell’amianto, oggi depositate nell’Archivio di Stato di Torino insieme alla documentazione del produttore, l’Amiantifera di Balangero. 
 
In una nota la Fila, che dal 1994 produce e distribuisce la pasta Das, ha precisato che "il prodotto in commercio in Italia e all’estero è perfettamente sicuro e pienamente conforme alle normative vigenti. Sia in ambito comunitario che negli Stati Uniti, la composizione del Das in termini di formulato è stata esaminata da organismi accreditati, che ne hanno confermato la piena sicurezza per l’utilizzo da parte di bambini ed adulti. Lo studio condotto dall’Ispo sulla possibile presenza di fibre di amianto nella composizione del Das si riferisce alla pasta che veniva prodotta e commercializzata da Adica Pongo tra il 1963 e il 1975, molti anni prima dell’acquisizione di quest’ultima da parte di Fila, avvenuta nel 1994", conclude il comunicato.  
Una precisazione che tuttavia non sembra dissipare dubbi e preoccupazioni.
Decisamente più rassicuranti le dichiarazioni del professor Corrado Magnani docente di Statistica Medica all’Università del Piemonte Orientale, epidemiologo esperto in problemi delle patologie da amianto il quale ha spiegato: "Tutti i tipi di amianto sono cancerogeni, ma sostenere che basta una fibra nell’aria per ammalarsi è falso. Ciò non significa che debbano essere trascurate le esposizioni anche modeste". 

 

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