Dopo Fucksia anche Messinese scende dalle stelle... a Gela?

30 dicembre 2015 ore 11:28, Andrea De Angelis
Dopo Fucksia anche Messinese scende dalle stelle... a Gela?
Due giorni fa aveva cacciato tre componenti dalla sua giunta: Pietro Lorefice, Ketty Damante e Nuccio Di Paola,
rispettivamente assessori ai trasporti, all’istruzione e alla programmazione. Tutti militanti storici del Movimento 5 Stelle, indicati direttamente dalla base. Allontanati dal primo cittadino, pentastellato. E così proprio lui potrebbe essere il primo sindaco espulso dal Movimento. 

Ci troviamo a Gela, città dove Messinese ha vinto le amministrative dello scorso giugno. "Il sindaco Domenico Messinese utilizza metodi clientelari e non rappresenta più il M5s”, è l’attacco lanciato in conferenza stampa da quattro dei cinque consiglieri comunali grillini di Gela, che hanno chiesto ai parlamentari del direttorio di vietare al sindaco l’utilizzo del simbolo. 
"Gli assessori non lavoravano più per il bene della città, facevano summit esterni, tramavano contro la mia amministrazione: la fiducia era venuta meno ed io devo dare risposte ai cittadino", aveva spiegato il sindaco, che già ad agosto aveva estromesso dalla giunta Fabrizio Nardo, un altro esponente grillino della prima ora.
I problemi non sono di certo recenti: in città esistono due meetup con posizioni opposte, e quasi tutta la breve esperienza amministrativa di Messinese è stata ricca di polemiche. E pensare che il trionfo a Gela per il Movimento di Grillo era stata una vittoria storica, anche perché arrivava nella città del governatore siciliano Rosario Crocetta. "Mi attaccano dal giorno dopo l’elezione e onestamente non riesco a capire perché: probabilmente perché hanno altri obiettivi, diversi da quelli che corrispondono al bene della città", dice il primo cittadino. La cui posizione sarà adesso valutata dai membri del direttorio nazionale. Ma lui si mostra sereno: "Se ho paura di essere espulso? Assolutamente no. Non ho parlato con nessuno dei vertici nazionali: io sono onesto, e non ho bisogno di un simbolo per continuare ad esserlo". In caso di espulsione, Messinese ha spiegato che non intende dimettersi. “Finché potrò, rimarrò al servizio dei cittadini che mi hanno eletto".  

Dopo Fucksia anche Messinese scende dalle stelle... a Gela?
La fine del 2015 è dunque tormentata per il Movimento. Appena due giorni fa il caso Fucksia
ha scosso l'ambiente con la rete che ha deciso di mandare via dal M5S la senatrice, accusata di non aver restituito parte dei suoi emolumenti da parlamentare. I numeri sono schiaccianti: hanno votato contro la parlamentare ribelle il 92,6% dei votanti. «Hanno partecipato alla votazione di oggi 26.630 iscritti certificati - informa il blog di Grillo - Ha votato SI’ il 92,6%, pari a 24.667 voti. Ha votato NO il 7,4%, pari a 1.963 voti». Ora la senatrice marchigiana ha un mese di tempo per decidere se ricorrere al comitato d’appello, come prevede il regolamento interno. 
"Chi non restituisce parte del proprio stipendio come tutti gli altri - si legge nel post che ha indetto la consultazione online - non solo viola il codice di comportamento dei cittadini parlamentari MoVimento 5 Stelle, ma impedisce a giovani disoccupati di avere ulteriori opportunità di lavoro oltre a tradire un patto con gli elettori. Ogni mese i parlamentari del M5S si tagliano lo stipendio e donano quei soldi a un fondo per far partire nuove imprese e quindi nuovi posti di lavoro in Italia". 
Dura la replica della senatrice: "La rendicontazione è una scusa: il motivo della richiesta di espulsione nei miei confronti è molto più becero. C’è una lotta di potere in corso e si è trovata questa scusa per parlare di altro, per non affrontare il problema. Ma questo modo di comportarsi non fa onore al Movimento, è un altro autogol".
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