Cgia: siamo alla frutta e verdura più cara, giù l'Hi-Tech

30 dicembre 2015 ore 10:14, Luca Lippi
Ci sembra giusto! È un paradosso ovviamente, che come il solito laddove non c’è guadagno…poiché le persone “normali” non possono rinunciare ai beni di prima necessità, su questi si concentra la politica del rastrellamento di iva attraverso l’aumento del prezzo dei cosiddetti beni di prima necessità. Se avessimo avuto bisogno di mangiare microchip e schede stampate avrebbero consentito l’aumento di questi ultimi. È un modo come un altro per poter dire di non avere aumentato le tasse aumentandole regolarmente. È lo stesso gioco di cui abbiamo scritto ieri riguardo le tariffe di energia elettrica e gas (leggi qui) dove si esalta la buona notizia della riduzione delle tariffe ma si ignora artatamente che il nuovo sistema di fatturazione raddoppia i costi. La premessa è obbligatoria perché è necessario dare un senso ai dati resi noti dalla Cgia di Mestre.

Cgia: siamo alla frutta e verdura più cara, giù l'Hi-Tech
Nel 2015 sono calati i prezzi del GPL, metano, benzina, gasolio e riscaldamento, e quelli dei gadget tecnologici (cellulari, tablet, computer). Da gennaio in discesa anche energia elettrica e gas naturale. Sono aumentati invece la frutta e la verdura, l'acqua e l'olio d'oliva. Rincari anche nel settore della ristorazione,istruzione e bevande alcoliche e tabacchi. Quesa l’analisi, sempre precisa e puntuale, del centro Studi della Cgia di Metsre che ha analizzato l’andamento dei prezzi di molti servizi e prodotti nel 2015 in Italia, secondo l’analisi, hanno registrato una diminuzione di prezzo notevole durante quest’anno:
-GPL auto e metano (- 17,8%),
-gasolio per l’autotrazione (- 12,3%),
-gasolio per il riscaldamento (- 11,8%),
-computer, palmari e tablet (- 11,7%),
-telefoni cellulari (- 10,1%);
-benzina (- 9,8%).
Si ricorda inoltre che dal 1° gennaio 2016 scatta un nuovo taglio alle bollette: -3,3% sul gas naturale e -1,2% energia elettrica. A tale proposito Paolo Zabeo specifica: “Il calo dei prezzi dei prodotti energetici  è avvenuto a seguito della forte contrazione registrata quest’anno dal costo del gas e, in particolar modo, del petrolio. La media del Brent nell’intero 2015, ad esempio, è stata pari a 53 dollari/barile rispetto ai 99 del 2014. Si pensi che l’andamento delle quotazioni internazionali delle fonti di energia ha consentito un calo del 22% della nostra fattura energetica nazionale, passata dai 44,6 miliardi di euro del 2014 ai 34,7 miliardi del 2015”. La conclusione è obbligatoria, su basi simili e confrontando i dati macro, laddove non c’è stata una minima ripresa generalizzata che avrebbe dovuto seguire il calo ormai ininterrotto e sufficientemente lungo delle materie prime, ovviamente non si è potuto produrre reddito per le famiglie, e dunque per premiarle si aumentano i beni di consumo primari. Di questo passo il prossimo anno la luce in fondo al tunnel sarà un incendio.

autore / Luca Lippi
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