Unioni civili, Mancuso agli scettici: "Renzi andrà avanti e la stepchild adoption passerà"

30 dicembre 2015 ore 13:38, Andrea De Angelis
"Il 2016 sarà l'anno dei diritti". Così Matteo Renzi a fine anno e l'attenzione non può che andare alle unioni civili. Si parla anche di Terzo settore e Ius soli, certo, ma l'eco mediatica del primo tema è certamente superiore. A gennaio il ddl Cirinnà arriverà al Senato e allora i nodi verranno al pettine: la maggioranza avrà o meno i numeri? IntelligoNews ne ha parlato con Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia, già presidente nazionale di Arcigay...

Siamo all'annuncite di matrice renziana, con simili dichiarazioni già sentite nell'anno che va a concludersi, o il 2016 sarà davvero l'anno dei diritti civili?
«Siamo un po' al dunque perché la legge a fine gennaio arriverà al Senato. Rispetto al 2015 la novità è che l'Aula dovrà comunque aprire la discussione, poi certo lì potrà succedere di tutto, ma Renzi questa volta ci mette la faccia. Se non porta a casa la legge vuol dire che un pezzo dell'elettorato del Pd ci penserà la prossima volta prima di andare a votarlo...».

Il discorso può anche essere rovesciato, Renzi è stato votato anche da un elettorato vicino al centro...
«Non credo, innanzitutto perché anche dentro la Chiesa cattolica la maggioranza, lo dicono ricerche e sondaggi, è favorevole alle unioni civili. Inoltre temi come questo, lo Ius soli, il testamento biologico toccano le persone direttamente e vanno al di là dei classici schieramenti politici. Intendiamoci: come ci sono gli omosessuali di sinistra ci sono quelli di destra. Sono temi che riguardano la vita intima delle persone».

C'è anche una questione di valori. 
«Infatti, ma è un valore o un disvalore che due persone dello stesso sesso possano organizzarsi la propria vita dandosi dei diritti e dei doveri? Per la stragrande maggioranza dell'opinione pubblica italiana è un valore».

Teme che Renzi possa ritirare la stepchild adoption per avere i numeri al Senato?
«Trovo stupefacente che politici che si dichiarano cattolici vogliano che si stracci la stepchild adoption. Non è infatti un favore agli adulti e ai genitori, ma una minima tutela per i bambini che sono già nati. Il bambino non è in discussione, c'è già! A quel punto ha dei diritti minimi? Inoltre i tribunali già oggi a tutte le richieste di cosiddetta adozione speciale hanno risposto sì, ma solo dopo una causa con relativa spesa di soldi. Insomma, questioni di censo più che di diritto. Questi bambini sono dei figli di un dio minore o sono come gli altri? A questo secondo me Renzi si riferisce, perché credo che non sia d'accordo con l'adozione che, badate bene, non c'è nel ddl Cirinnà, ma sa che a questi bambini che già esistono un minimo di tutele bisogna darle. Qui, diciamocelo pure, stiamo parlando di un'area molto particolare di cattolici, politici che sbandierano tutti i giorni la loro cattolicità e le associazioni che io chiamo estremiste cattoliche».

A tal proposito il professor Gandolfini in una nostra intervista ha detto che Renzi così rischia non solo di spaccare il Pd, ma il Paese aggiungendo che 30 senatori della maggioranza non voteranno questa legge. Come risponde?
«Non si spacca così un Paese, il mondo cattolico su questo per fortuna è diviso. La stragrande maggioranza dei cattolici, di buonsenso, capiscono che questi sono diritti minimali che non tolgono niente a nessuno. L'altra parte minoritaria è frutto di una battaglia interna alla Chiesa. Questi temi sono strumentalizzati da chi si sente soffocare dalla novità di Papa Francesco. Non c'è nessun Paese spaccato e nel mondo, dove questi diritti ci sono, non c'è nessuna rivolta sociale. Chi agita simili pericoli è una minoranza, io la rispetto essendo per primo minoranza, ma devono tenere conto che ci sono milioni di persone che da decenni attendono diritti. Ma si è davvero cristiani non volendo dare diritti alle persone? Invito questi soggetti a rifletterci su...».


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