Benedetto sesto senso, una ricerca ne rivela l'esistenza e spiega qual è

30 dicembre 2015 ore 14:02, Andrea De Angelis
Benedetto sesto senso, una ricerca ne rivela l'esistenza e spiega qual è
Chi l'ha detto che il sesto senso è solo una suggestione?
Semmai poteva essere solo un film, "The Sixth Sense - Il sesto senso", pellicola del 1999 diretta da M. Night Shyamalan e inserito nella top 100 dei migliori film americani di tutti i tempi. Un film che, con 672 milioni di dollari, è tra quelli che hanno incassato di più nella storia del cinema. 

Passiamo però dalle sale ai laboratori di ricerca. Un gruppo di ricercatori francesi è riuscito a dare una spiegazione scientifica alla forza che ci anima di fronte a un pericolo, scoprendo perché i nostri neuroni sembrano impegnarsi di più nella cattiva sorte che nella buona. Il segreto sta in quella specie di molla che scatta quando ci troviamo davanti a una minaccia: un 'sesto senso' che abita in un'area precisa del cervello in grado di captare un'insidia in modo automatico e ultraveloce. Bastano 200 millisecondi perché questa 'antenna' si attivi. 
Sono queste le principali conclusioni del lavoro pubblicato su 'eLife', condotto dal team di Marwa El Zein dell'Inserm (Istituto francese di sanità e ricerca medica) e della Scuola Normale Superiore di Parigi. Per la prima volta, una specifica area cerebrale viene collegata al senso del pericolo. Ma la cosa che ha stupito ancora di più gli studiosi è l'avere osservato che, mentre nelle persone ansiose il segnale di allarme viene elaborato nella regione del cervello responsabile dell'azione, in quelle più tranquille viene processato dai circuiti deputati al riconoscimento facciale. E così, nella loro ricerca, gli scienziati d'Oltralpe tracciano anche l'identikit del viso che viene percepito come minaccioso: ha l'espressione arrabbiata, ma soprattutto guarda dritto verso di noi.
"In una folla sarete più sensibili a una faccia arrabbiata che sta guardando verso di voi - riassume El Zein - mentre presterete meno attenzione a un viso che, pur accigliato, sta volgendo lo sguardo altrove". Per scoprirlo l'équipe francese ha analizzato i segnali elettrici cerebrali di 24 volontari, mentre venivano mostrati loro visi modificati con strumenti digitali e veniva chiesto di definire l'emozione trasmessa da ogni volto. In alcuni casi l'espressione delle facce era la stessa, ma cambiava la direzione dello sguardo. In tutto sono state effettuate oltre mille prove.

Per i ricercatori, questo «sesto senso» per le minacce e un residuo dell’evoluzione, cioè quando l’uomo viveva sul pianeta fianco a fianco con predatori che potevano attaccarlo. Riconoscere la paura su un’altra faccia poteva aiutare a individuare il pericolo prima ed a mettersi in salvo. 

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