Polmoni a pezzi, 25 anni da record: per Cnr italiani popolo di asmatici e non solo

30 dicembre 2015 ore 15:55, intelligo
Non solo effetto smog. Almeno non sarebbe l'unico fattore a incidere nella malattia del secolo italiana: polmoni a pezzi e crisi respiratorie all'apice secondo un’indagine dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche (Ifc-Cnr) di Pisa. Per la professoressa Sara Maio dell’Ifc-Cnr di Pisa addirittura “i tassi di prevalenza di alcuni disturbi polmonari sono più che raddoppiati negli ultimi 25 anni”.
A portare avanti lo studio anche l’Istituto di Biomedicina e Immunologia Molecolare (Ibim-Cnr) di Palermo e le università di Pisa e Verona che hanno rilevato e confermato come gli italiani siano un popolo con malattie respiratorie in aumento. Il test su 3000 soggetti residenti nel comune di Pisa ha monitorato l’evoluzione delle malattie respiratorie e la loro incidenza nella zona. I risultati? L'andamento segna "più" e i dati sono stati pubblicati su Respiratory Medicine. La ricercatrice stessa spiega la scelta del metodo: “Lo studio è stato articolato su tre periodi: dal 1985 al 1988, dal 1991 al ‘93 e dal 2009 al 2011. Per ogni fase è stato chiesto ai volontari di rispondere a un questionario, indicando a quali fattori di rischio fossero esposti e a quali disturbi fossero soggetti”.

Ma ecco i dati. 
Ad essere in aumento sono gli asmatici, passati dal 3.4% al 7.2%, seguono i malati di rinite allergica saliti
Polmoni a pezzi, 25 anni da record: per Cnr italiani popolo di asmatici e non solo
dal 16.2% al 37.4%,. Ma c'è anche l’espettorato che è più che raddoppiato passando al 19% rispetto all’8.7% del 1985.
E' diventata compagna di viaggio degli italiani anche la broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), che blocca le vie respiratorie in maniera anche irreversibile, salita al 6.8% rispetto al 2.1% iniziale. Per lo studio "questi elementi confermano analoghi studi condotti a livello nazionale e in altri Paesi come la Svezia”.

Il campione
Ad essere stato monitorato un campione di gruppi familiari sempre più esteso negli anni ai nuovi membri delle famiglie e la scoperta è quasi choc. Ma quali sono i fattori che incidono? “Come già mostrato da ricerche precedenti, l’abitudine al fumo e l’esposizione lavorativa restano fra i più importanti fattori di rischio per lo sviluppo di affezioni respiratorie. Ad esempio, chi fuma anche meno di 7 pacchetti di sigarette all’anno rischia di soffrire in più rispetto ai non fumatori, dell’85% per quanto riguarda la tosse e dell’80% per l’espettorato”.

I fattori
E lo smog? Conta in tema di allergopatie e malattie croniche ostruttive per Giovanni Viegi, dell’Ibim-Cnr di Palermo che racconta come i soggetti residenti in area cittadina, rispetto a quelli che risiedono in zone suburbane, abbiano "mostrato un rischio maggiore del 19% di rinite allergica, del 14% di tosse, del 30% di espettorato e del 54% di Bpco”. A questo punto non resta che pianificare "indagini epidemiologiche longitudinali e ampliare le conoscenze sui fattori potenzialmente associati a tale aumento”. Insomma, non resta che mettersi di nuovo alla ricerca... quella scientifica, che una volta scoperti i problemi aiuta a porvi rimedio.

(m.m.)
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