Diritti gay, se Elton John parla a nome del Papa senza conoscerne l'opinione

30 giugno 2014, intelligo
di Gianfranco Librandi Tra le forzature e le strumentalizzazioni più diffuse riguardo al magistero di Papa Francesco c’è quella che sostiene una presunta apertura del Pontefice riguardo ai cosiddetti ‘diritti civili’ dei gay. L’ultimo a brandire Bergoglio come simbolo di una nuova Chiesa accogliente e misericordiosa è stato il noto cantautore omosessuale Elton John che, in un'intervista concessa a Sky News, ha definito papa Francesco un uomo “meraviglioso”, poiché secondo lui il Pontefice “sta riconducendo tutto all'umiltà della fede”, “all'amore e alla capacità di coinvolgere”.  
Diritti gay, se Elton John parla a nome del Papa senza conoscerne l'opinione
Il musicista britannico ha quindi speculato sul messaggio di amore universale diffuso dalla Chiesa per poi affermare che “se Gesù Cristo fosse vivo sarebbe a favore dei matrimoni omosessuali”. Il pontefice dovrebbe essere di stimolo ed esempio alla chiesa anglicana, ha aggiunto John, per il quale le regole che vietano le nozze gay nel clero anglicano e chiedono la castità a quello cattolico sono “cose vecchie e stupide”. Elton John ha avuto due bambini grazie all’affitto dell’utero di una giovane donna americana – creature prese in custodia subito dopo il parto e che, per stessa ammissione del cantante, nei primi mesi di vita non hanno mai smesso di piangere poiché cercavano il seno della madre – e ora si arroga anche il diritto indicare qual è la linea che la Chiesa dovrebbe tenere circa le cosiddette conquiste del progresso culturale e scientifico.  

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Giova quindi ricordare il messaggio dell’allora arcivescovo di Buenos Aries, cardinale Jorge Mario Bergoglio, per la Marcia per la Vita e la Famiglia svoltasi nella capitale argentina il 13 luglio del 2010:

“No, il matrimonio di un uomo e di una donna non è la stessa cosa dell’unione di due persone dello stesso sesso. Distinguere non è discriminare, al contrario è rispettare. Differenziare per discernere è valutare in modo proprio, non è discriminare. In un’epoca in cui si insiste tanto sulla ricchezza del pluralismo e della diversità culturale e sociale, è davvero contraddittorio minimizzare le differenze umane fondamentali. Un padre e una madre non sono la stessa cosa. Non possiamo insegnare alle future generazioni che è la stessa cosa prepararsi a un progetto di famiglia assumendo l’impegno di una relazione stabile tra uomo e donna e convivere con una persona dello stesso sesso. Stiamo attenti a che, cercando di mettere davanti un preteso diritto degli adulti che lo nasconde, non ci capiti di lasciare da parte il diritto prioritario dei bambini – gli unici che devono essere privilegiati – a fruire di modelli di padre e di madre, ad avere un papà e una mamma”.

Concetti ribaditi da Papa Francesco 11 aprile del 2014: "Occorre ribadire il diritto dei bambini a crescere in una famiglia, con un papà e una mamma capaci di creare un ambiente idoneo al suo sviluppo e alla sua maturazione affettiva. Continuando a maturare nella relazione, nel confronto con ciò che è la mascolinità e la femminilità di un padre e di una madre, e così preparando la maturità affettiva”. Insomma, chi intende mettere una casacca a questo Papa resterà ancora una volta deluso.
autore / intelligo
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