E' bufera sul parroco anti-gender: no a padrini sostenitori della teoria. Siete d'accordo?

30 giugno 2015, Americo Mascarucci
“I parrocchiani che sosterranno la teoria del gender non potranno fare il padrino, né la madrina, né il catechista”. 

Parola di don Emiliano De Mitri, 33 anni, vice parroco della Chiesa di San Giorgio a Spongano, che interviene con un post su Facebook con il quale mette in guardia i suoi parrocchiani dal sostenere le rivendicazioni pro gender. 

E' bufera sul parroco anti-gender: no a padrini sostenitori della teoria. Siete d'accordo?
”Ora basta! – scrive don De Mitri sul suo profilo fb - Tutti quei parrocchiani che coloreranno le foto arcobaleno a sostegno delle organizzazioni LGBT non sapendo nemmeno cosa sono e quali sono le teorie gender non avranno da me: 1) certificato-nulla osta per fare padrini-madrine; 2) non avranno incarichi come educatore-catechista o responsabile di associazioni ecclesiali con finalità educativa. 

Perché – spiega – in netto contrasto con il Santo Vangelo. Qualsiasi replica a questo post verrà cancellata”. Come era prevedibile la presa di posizione del sacerdote, che per altro non ammette replica fino a minacciare di cancellare i commenti al suo post, hanno fatto scoppiare un vespaio di polemiche. Dura la presa di posizione di Arcigay Salento che scrive: “Noi non andiamo nelle scuole a dire che da grandi i ragazzi “possono scegliere” se essere uomini o donne. Confondendo il fattore biologico che innesta quelle bellissime differenze fisiche e morfologiche tra uomo e donna con il fattore sociale, che invece, assegna ingiustamente ruoli diversi ai diversi sessi. 

Semplificando: è giusto valorizzare le differenze tra uomo e donna, ognuno con esigenze fisiche e morfologiche peculiari; è ingiusto dire che un uomo deve solo lavorare e sostenere economicamente una famiglia e una donna deve restare a casa a prendersi cura dei figli. Il fattore sociale è quello che deve cambiare perché è intriso di maschilismo e patriarcato lasciando fuori ed emarginando chi non si sente appartenere a questo dato binario uomo/donna”. 

Oddio, non è proprio così! Magari la teoria gender si limitasse a questo! 

Anzi, se fosse davvero riferito a superare certa mentalità cosiddetta patriarcale sarebbe anche condivisibile, ma davvero si vuole far credere che il problema sia soltanto questo? Che non si tratta invece di un vero e proprio superamento delle identità di genere con il chiaro intento di rottamare il principio naturale dell’unione fra sessi diversi ai fini procreativi? “Per la Chiesa – continua la nota di Arcigay Salento - non va affatto bene che qualcuno contesti il patriarcato e il ruolo sociale uomo/donna perché significa mettere in discussione il sacerdozio maschile, il ruolo della donna sottomessa, la famiglia “tradizionale”. 

Le basi, insomma, su cui la Chiesa è cresciuta ed ha consolidato il suo potere immanente secolare. Da qui lo spauracchio del gender: creare una favola per spaventare il gregge e puntare il dito contro una minoranza incolpandola di mali che non ha”. Che c’azzecchi il sacerdozio maschile con la teoria del gender non si è capito, ma ogni posizione alla fine è legittima. Si può essere d’accordo o meno con l’iniziativa del sacerdote ma voler far credere che la teoria del gender sia quasi del tutto innocua, è forse un azzardo. 

Don De Mitri forse ha esagerato, ma la sua posizione alla fine è comune a quella di tante persone che francamente non comprendono l’esigenza di promuovere questa teoria ad esempio nelle scuole elementari, insegnando ai bambini a scambiarsi i ruoli, facendo giocare i maschi con le bambole e le femminucce a calcetto. Lui si è spinto oltre fino a decretare l’incompatibilità fra l’essere cattolici e il promuovere certe teorie. Piaccia o no, se si vuole essere davvero coerenti con il Vangelo non si può alla fine stigmatizzare più di tanto la presa di posizione del vice parroco visto che la differenza di genere è chiaramente sancita da Gesù proprio quando illustra ai suoi discepoli la dottrina del matrimonio. Ma alla fine anche nel mondo cattolico le posizioni sono divergenti su questo tema e sebbene papa Francesco abbia condannato la teoria del gender definendola “frutto delle frustrazioni individuali” ci sono esponenti della Cei, come il vescovo di Mazara del Vallo Domenico Mogavero che continuano a mostrarsi aperti e tolleranti verso i fautori di certe ideologie.

Ognuno è libero di pensarla come crede e invitiamo pertanto i lettori di Intelligonews a dire pubblicamente la loro su questa vicenda. Perché alla fine il dibattito e lo scambio di opinioni resta il sale della democrazia. Peccato che da più parti si tenti invece di omologare la società ad un pensiero unico nichilista e relativista. Forse quello di don De Mitri altro non vuole essere che un gesto di ribellione? Americo 

“I parrocchiani che sosterranno la teoria del gender non potranno fare il padrino, la madrina o il catechista". Parola di don Emiliano De Mitri, 33 anni, vice parroco della Chiesa di San Giorgio a Spongano. Siete d'accordo?

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