Le due facce della crisi europea: quella greca ma soprattutto quella ucraina

30 giugno 2015, Luca Lippi
Le due facce della crisi europea: quella greca ma soprattutto quella ucraina
Le politiche noeliberiste (insistiamo a dire che il Liberismo è una cosa diversa) messe in campo da forze avulse dal buon senso (la finanza) e non dalla politica che ha perduto la sua sovranità ancor prima dei singoli paesi che hanno dovuto cedere la loro di sovranità, ha prodotto il collasso economico attuale e in ultima analisi il caso Grexit.

Tuttavia nessuno parla dell’Ucraina, altro Paese ridotto al collasso dalle politiche Usa e anche europee che sempre spinte dagli Stati Uniti vogliono costringere l’Ucraina ad aderire alla UE.

L’Ucraina vive una situazione di vero e proprio dissesto, violenza, distruzione d’infrastrutture, pulizia etnica perpetrata dall’esercito di Kiev e dalle bande neonaziste assoldate dal governo ucraino e addestrate dagli USA, nei confronti del popolo di etnia russa. 

Lo sviluppo di questa guerra civile non è prevedibile, tuttavia è certo che l’Europa rischia seriamente un conflitto nel “suo” territorio.

Riguardo alla Grecia, conosciamo già tutto; quello che va segnalato è l’atteggiamento intransigente esercitato sul governo ellenico da parte dell’UE. Non succede la stessa cosa nei confronti dell’Ucraina, paese già fallito tecnicamente e quindi in bancarotta. 

Probabilmente Renzi non sarà sulla linea del fuoco, ma ignorare la percezione del calore crescente è piuttosto infantile!

L’approccio morbido e flessibile nei confronti dei debiti dell’Ucraina stona con il comportamento riservato alla Grecia. Arriva un “invito” (indicazione) tramite il Financial Times, ai creditori di condonare gran parte dei debiti di questo Paese (Ucraina)! Secondo il Financial Times (che è la voce della finanza europea) i creditori dell’Ucraina hanno “l’obbligo morale di accettare una ristrutturazione del debito dell’Ucraina che ne riduca il peso a livelli sostenibili”.

Se i creditori dovessero rifiutare l’accordo, il Financial Times sostiene che l’Ucraina avrebbe il diritto di minacciare la possibilità di dichiarare unilateralmente una moratoria sul debito. Questo significa che il governo di Kiev avrebbe il diritto di ritardare i pagamenti ai suoi creditori come aveva fatto la Grecia in precedenza con il FMI, o persino di cancellare totalmente tali debiti.

Come mai figli e figliastri? Semplice, l‘importanza strategica rivestita dall’Ucraina è molto maggiore rispetto alla Grecia, giacché, quest’ultimo paese rappresenta soltanto una fonte di possibile instabilità economica per l’Europa. La vicinanza dell’Ucraina alla Russia svolge un ruolo fondamentale nella rideterminazione e consolidamento di strategie geopolitiche note.
In pratica si esplicita il ruolo strategico rivestito dall’Ucraina nell’accerchiamento che le potenze anglo americane, con l’assenso servile della UE, stanno effettuando nei confronti della Russia.  Per la Grecia, sperare in un trattamento simile a quello riservato all’Ucraina significa giocarsi la carta di un accordo con Putin, non soltanto per il gasdotto (già in fase di definizione) ma anche per il sostegno a un’eventuale uscita dall’euro.

A questo punto si ribalterebbe la situazione, e “il precedente” che preoccupa l’Europa, ma prima ancora gli Stati Uniti, sarebbe l’evidenza che non solo si può uscire dall’euro, ma addirittura dall’UE e soprattutto dalla Nato. Una catastrofe per l’equilibrio del terrore che attualmente gela i sudditi europeisti (e qui non parliamo più di Europa economica e fautrice di pace). Il potere dominante di Washington sarebbe irriso e anche i lacchè dell’oligarchia europea sarebbero messi alla berlina. Altro che crisi economica!

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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