Grexit, parla l'economista Vaciago: “Quali sarebbero i danni per l'Italia se Grecia uscisse dalla Ue"

30 giugno 2015, Lucia Bigozzi
Grexit, parla l'economista Vaciago: “Quali sarebbero i danni per l'Italia se Grecia uscisse dalla Ue'
“Spero che vinca il sì; che Tsipras e Varoufakis vadano a casa e ad Atene si faccia un governo serio che riapra una trattativa con Bruxelles”. E’ netto il giudizio di Giacomo Vaciago, economista, di fronte all’attesa sul referendum che pende su Atene e sull’Europa. Nell’intervista a Intelligonews spiega come cambieranno gli scenari economici se vince il sì o il no.

Come legge l’affaire Grecia?

«Occorre attendere la fine di questa vicenda e io ho gradito il referendum perché almeno sapremo cosa pensano i greci, avendo avuto finora un ‘abuso’ di informazioni su cosa pensano Tsipras e Varoufakis che hanno molte idee ma le cambiano nell’arco della giornata, magari come gli aperitivi con le olive e il formaggio. Scherzi a parte, non sappiamo nulla di come andrà a finire ma sappiamo cosa insegna la storia: la Grecia ha imbrogliato per entrare nell’euro e finora non ne ha avuto che danni; adesso vogliono costringerla a fare le riforme per avere anche i benefici e i greci si sono arrabbiati e offesi…Se lei guarda il penultimo documento scritto in inglese, non so se i greci faranno da qui a sabato un corso di inglese perché devono studiarlo bene…Tornando alla questione, il tema è: la Grecia entra nell’euro nel 2001 per sbaglio e imbrogliando; “gode” dei benefici di avere i tassi tedeschi e quindi fa troppo debito. Dopodichè, scrive che la colpa è la nostra… sarà, ma io non ho fatto niente per avere la colpa e i danni della Grecia li ha subìti anche l’Italia»

Quali sono i danni per l’Italia?

«Una montagna di soldi prestati, la Borsa con le azioni da marzo ad oggi, lo spread dei giorni scorsi. Vada come vada in Grecia, l’Italia ne esce comunque danneggiata perché nella linea di fuoco da Berlino alla Tunisia, noi siamo i più vicini alla Grecia e all’Africa. Tornando al punto: la Grecia vuole anche i benefici dell’euro visto che he ha avuto solo danni, prima per troppo debito poi per troppa austerity. Il referendum, se lo faranno, perché l’ultima notizia di oggi è che starebbero cambiando idea, a questo punto è un bene perché almeno sapremo in maniera netta e definitiva; delle due l’una: o vince il sì o vince il no».

Sul piano economico se vince il sì che succede?

«Significa che i greci preferiscono Bruxelles a Tsipras, Tsipras va a casa e si fa un altro governo che apre una trattativa con Bruxelles partendo da dove eravamo rimasti e cercando di migliorare l’accordo. Le pressioni internazionali da Washington a Pechino a Mosca vanno in questa direzione e io ne sono convinto. Tsipras e Varoufakis da cinque mesi fanno i protagonisti sulla scena internazionale e fanno trattative sul palcoscenico del mondo divulgando documenti segreti, facendo conferenze stampa per dire cosa è stato detto in privato nei colloqui con la Merkel: cose mai viste… e infatti non si sa se siamo di fronte a una tragedia greca oppure romana. La Grecia è famosa per le tragedie, Roma per le commedie: in questi cinque non si sapeva se ridere o piangere, perché una trattativa importante è stata condotta davanti alla tv e una cosa del genere non si era mai vista non nel recente passato ma in duemila anni. Se passa il sì Tsipras e Varoufalis si sentiranno dire dai greci ‘andate a casa’, ma va anche detto che chi ha chiesto il referendum, ovvero Syriza che lo ha portato in Parlamento, fatto votare e poi organizzato, ha proposto anche il no ». 

E se passa il no che succede?

«Vuole dire che Bruxelles ha sbagliato e che Tsipras ha ragione: quell’accordo non è gradito ai greci e firmarlo e poi non rispettarlo il giorno dopo non sarebbe pensabile; ma anche qui dobbiamo ricordare che ben tre governo hanno firmato accordi negli ultimi cinque anni che poi si sono rimangiati. Se passa il no Bruxelles è avvertita; quindi o i greci vengono cacciati o falliscono, il default, l’opzione uscita dall’euro, non pagare i debiti, la nuova Dracma che Berlino sarebbe pronta a stampare e a consegnarla loro gratis pur di finire questo stillicidio… In quel caso i greci diranno: siamo meglio noi di voi, non abbiamo bisogno dell’Europa, negozieremo direttamente con Pechino, Mosca, la Turchia e gli altri… Ora, però, siccome Atene e Tsipras si sono accorti che potrebbe passare il no, può darsi che da qui a domenica il referendum non si faccia più. E a quel punto ricominciamo con i cinque mesi che abbiamo visto; lo spreco di carburante con Tsipras sugli aerei avanti e indietro… Risultato? Zero. Se passa il no abbiamo perso tempo. Invece di occuparsi dei migranti pellegrini o profughi, dell’Ucraina, dell’Isis e dei morti in Africa, abbiamo perso tempo a giocare col governo di Tsipras e Varoufakis ».

Ma se vince il no, quali effetti concreti dobbiamo attenderci?

«Se vince il no Tsipras ha ancora delle carte da giocare e può ancora provarci, visto che Obama, Putin e Pechino vedono la stessa soluzione. Tsipras vincerà una battaglia ma non cambia la storia domani perché servono grandi riforme che un Paese serio deve fare. Anzitutto ci vuole uno con un po’ più di sobrietà e non con la mania del palcoscenico, non se ne può più…Tsipras è la caricatura scadente di Renzi; anche Renzi si è calmato col microfono dopo il primo anno. Questo non è governare ma chiacchierare»

Quanto rischia l’Italia se vince il no?

«Quando cinque anni fa mi dissero: ma il governo Berlusconi sta danneggiando l’Italia, io risposi di sì ma aggiunsi che avrebbe potuto andare avanti per anni perché l’Italia è un Paese ricco. La Grecia è meno ricca e in una sofferenza forte, tanto è vero che ha cercato di dare la colpa agli altri. In realtà noi abbiamo subìto una frenata per colpa della Grecia ma non l’abbiamo danneggiata in nulla. Noi stiamo soffrendo la confusione della Grecia perché la nostra ripresa aveva bisogno di certezze e invece è arrivato un mare di confusione, al punto che non siamo in grado di capire che succede da qui a lunedì; basta guardare la Borsa in questi mesi».

L’auspicio dell’economista Vaciago qual è?

«Che si faccia il referendum e stravinca il sì; si faccia un governo più serio ad Atene che negozi il futuro della Grecia insieme a noi; dobbiamo crescere insieme. Il documento che è uscito è orrendo; va riscritto insieme per avere insieme i benefici dell’euro che anche noi, in parte non abbiamo visto perché la gente ha perso il posto di lavoro. Anche da noi, il dibattito serio su come avere benefici dall’euro e non solo costi, e affinchè tutti ci guadagnino, passa da un mare di riforme da fare: scuola, giustizia, pubblica amministrazione. Renzi in parte ci sta provando, ma bisogna rimboccarsi le maniche e farne di più, senza dar retta a chi dice usciamo dall’euro e risolviamo i problemi come per magia. Quando racconto di cosa dicono Grillo e Salvini sull’euro non ridono più perché non la trovano una favola divertente»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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