Grecia Vs Ue, Tsipras telefona a Renzi e "fila" con la Turchia

30 giugno 2015, intelligo
Grecia Vs Ue, Tsipras telefona a Renzi e 'fila' con la Turchia
Atene “piange” al telefono con Roma ma flirta con Ankara. Mosse e contromosse nello scacchiere internazionale, perché l’affaire Grecia non è più solo una gatta da pelare di Bruxelles, visto la ‘sollecitazione’ arrivata da Washington che è poi la stessa di Mosca e Pechino. 

IL PUNTO. Oggi è stata un’altra giornata di contatti frenetici lungo l’asse Atene-Bruxelles. Il presidente della Commissione europea, Juncker, ha ‘calato’ sul tavolo una nuova proposta con l’obiettivo di avvicinare ulteriormente le posizioni. In cosa consiste? La proposta conterrebbe una soluzione per il debito ma a patto che il governo lavori per il sì’ al referendum sul nuovo piano. Atene ha contro-rilanciato chiedendo l’avvio di un programma di salvataggio dell’Esm (dossier pensioni) per due anni oltre alla ristrutturazione del debito (al centro della riunione già convocata il 19 luglio). 

Ultima chance da Bruxelles nel giorno in cui scade il rimborso che Atene avrebbe dovuto onorare al Fmi di 1,7 miuliardi, mentre stanotte alle 24 in punto scade anche il programma di aiuti della Troika. La Merkel non chiude la porta, anche se la Bce comincia a ritenere possibile l’opzione Grexit. Alle luce dei nuovi contatti non è ancora chiaro se il referendum programmato per domenica ci sarà oppure no, anche perché – è il timore di Tsipras – non è escluso che i greci possano votare sì. 

RENZI E TSIPRAS. In mattinata Il premier Renzi assicura che l'Italia non rischia il contagio, mentre nel pomeriggio parla al telefono col suo omologo greco. Al centro, ovviamente l’analisi degli ultimi sviluppi del caso Grecia ma è facile ritenere che Tsipras cerchi in Renzi una sponda per controbattere a Bruxelles. L’ultimo contatto tra i due, risale a un paio di giorni fa. Ma per il premier italiano non è affatto facile ‘uscire’ dall’allineamento con la Germania e la Francia per camminare al fianco della Grecia. Le prossime ore saranno decisive. 

IL PARADOSSO TURCO. Potrebbe essere “l’eterna rivale” di Atene alla fine, l’àncora di salvataggio se i leader europei lasceranno andare la Grecia al proprio destino. Si tratta della Turchia e ci sono molti elementi a tratteggiare questo possibile scenario: il premier Ahmet Davutoglu  proprio oggi ha dichiarato che la Turchia “è pronta ad aiutare” la Grecia. Turchia e Grecia si sono date battaglia nel XIX e nel XX secolo. Negli ultimi 15 anni, anche se non sono mancati momenti di tensioni, i due Paesi hanno cercato di migliorare le relazioni. La chiave resta la questione di Cipro, l'isola divisa dal 1974 dove Alexis Tsipras si è recato in visita a febbraio per il suo primo viaggio all'estero, come è ormai da tempo tradizione per i premier greci.

Il 15 maggio scorso sono ripresi i colloqui sotto l'egida dell'Onu tra il sud greco e il nord turco di Cipro dopo che a fine aprile l'elezione del leader turco cipriota Mustafa Akinci, ex sindaco di Nicosia, è stata salutata con soddisfazione dai greco ciprioti. Ieri ci sono stati nuovi colloqui tra le parti. Akinci e il presidente greco cipriota Nicos Anastasiades si sono incontrati “in un'atmosfera positiva”, ha sottolineato l'Onu, parlando di “ulteriori progressi” e del ribadito “impegno a giungere a una definizione al più presto”. In attesa dei nuovi colloqui tra Anastasiades e Akinci, previsti per il 10 luglio, la Turchia valuta l'ipotesi di scendere in campo non per dare battaglia all'eterna rivale, bensì per aiutarla. “Siamo pronti ad aiutare la Grecia a superare la crisi economica cooperando nei settori del turismo, dell'energia e del commercio - ha affermato Davutoglu -. Vogliamo una Grecia forte”. 

Non solo: una delegazione turca si recherà presto in Grecia per una serie di colloqui, ha annunciato lo stesso premier. In tutto questo, c’è un particolare non irrilevante: con le elezioni del 7 giugno, il partito islamico Akp del presidente Recep Tayyip Erdogan e di Davutoglu ha perso per la prima volta la maggioranza assoluta in Parlamento, dove - per la prima volta - è entrato il partito filo-curdo Hdp. La forza politica, che a gennaio aveva salutato con favore la vittoria di Syriza, ha suggerito che la Turchia potrebbe concedere addirittura un “prestito a tasso zero” di 1,6 miliardi di euro alla Grecia per aiutare il Paese ellenico e favorire la pace nella regione. Scenari in movimento. 

LuBi

autore / intelligo
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