Draghi a Sintra comanda: "Condivisione di diagnosi e dinamiche" di tutte le banche centrali

30 giugno 2016 ore 10:26, Luca Lippi
Mario Draghi è stato chiarissimo intervenendo al forum "The future of the international monetary and financial architecture", conferenza annuale con politici ed economisti organizzata dalla Bce a Sintra, in Portogallo.  Rivolgendosi a “tutte” le banche centrali ha chiesto di allineare le proprie azioni per contrastare la minaccia della bassa inflazione, che persiste a livello globale. L’allineamento sarebbe utile anche perché politiche monetarie divergenti possono creare maggiore volatilità sui cambi e sui rendimenti. Sottolinea Mario Draghi: “Con allineamento voglio intendere una condivisione delle diagnosi delle dinamiche alla base delle sfide che ci riguardano tutti. E un impegno condiviso a basare le nostre politiche su queste diagnosi”.
Il numero uno dell’Eurotower non ha citato alcuna banca centrale in particolare, ma appare evidente riferimento alla Federal Reserve, che per mesi ha alimentato le aspettative al rialzo sui tassi americani. 
Quali sarebbero le misure di cui parla Mario Draghi?

Draghi a Sintra comanda: 'Condivisione di diagnosi e dinamiche' di tutte le banche centrali

Dice il governatore: “Abbiamo dimostrato che gli strumenti non convenzionali possono essere efficaci nel sostegno della domanda interna e nell'alimentare la pressione dei prezzi interni anche quando la spinta deflazionistica proviene dall'economia globale”. 
Ci tiene a sottolineare che le decisioni del G20 non possono essere vincolanti per i Paesi che ne fanno parte, “ma il riconoscimento del comune interesse può essere una forma di coordinamento”. Allo stato attuale il Presidente della Bce giudica invece “deludenti” gli impegni assunti dal G20 per aumentare la crescita economica globale del 2% con misure strutturali concordate: “È un esempio di come le intenzioni e le azioni possono divergere, in contrasto con quanto è avvenuto nel caso del coordinamento globale dell'azione di bilancio nel 2008-2009, che ebbe successo”. 
Le indicazioni di Draghi sono un “alt” deciso alle svalutazioni competitive, perché danneggiano l'economia globale “portando solo a una volatilità dei mercati più ampia di fronte alle quali le banche centrali sono forzate a reagire per difendere il loro mandato nazionale”. 
E ancora sullo scenario inflazionistico internazionale, il presidente della Bce ha menzionato come principali cause due fattori significativi: uno ciclico, che infligge una pressione ribassista ai prezzi, e uno strutturale, che ha fatto scendere l'equilibrio dei tassi reali, rallentando la risposta dell'economia alla politica monetaria. 
Tuttavia, per Draghi nessuno di questi motivi è sufficiente a prevenire le Banche centrali dal perseguire la stabilità dei prezzi domestici, così come richiesto dai loro mandati.
Nessun riferimento invece alle misure di salvaguardia adottate dalla Bce riguardo il dopo Brexit, forse un monito alla BoE che ha replicato nei particolari la strategia adottata dalla Bce. 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]