Acqua sul pianeta Cerere: la scoperta targata Italia

30 giugno 2016 ore 22:10, Andrea De Angelis
"Questa è la prima volta che vediamo una quantità così alta di questo materiale in altre zone del Sistema solare", ha spiegato Maria Cristina De Sanctis, principal investigator di Vir e prima autrice dell'articolo che descrive la scoperta sensazionale. Una prima volta, appunto. E targata come poche altre volte made in Italy.

Nel sottosuolo del pianeta nano Cerere, in passato, c'era acqua allo stato liquido. È la scoperta, pubblicata sulla rivista Nature, ottenuta da un team di scienziati coordinati dalla ricercatrice italiana dell'Inaf, Maria Cristina De Sanctis, grazie alle osservazioni dello spettrometro italiano Vir, collocato a bordo della sonda Dawn della Nasa, fornito dall'agenzia Spaziale Italiana (Asi,) sotto la guida scientifica dell'Istituto Nazionale di Astrofisica.
Come riporta Askanews secondo gli studiosi, la zona più brillante del pianeta nano, la famosa macchia bianca nel cratere Occator, formatosi circa 80 milioni di anni fa, presenta la più elevata concentrazione di carbonati mai registrata in ambienti al di fuori di quello terrestre.

Acqua sul pianeta Cerere: la scoperta targata Italia
Il team di De Sanctis ha scoperto che il più abbondante minerale presente nella zona più brillante del cratere è il carbonato di sodio, un sale che sulla Terra è tipico degli ambienti idrotermali. Questo materiale sarebbe fuoriuscito dall'interno di Cerere, poiché non potrebbe essere stato depositato dall'impatto di un asteroide.  La tipologia e l'abbondanza di questi minerali suggerisce che ci sia stata presenza di acqua liquida al di sotto della superficie di Cerere in epoche geologiche recenti. "Il prossimo passo sarà studiare anche le altre macchie chiare presenti sulla superficie di Cerere, per capire se anche esse contengono questi carbonati" ha spiegato De Sanctis.


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