Come il Festivaletteratura festeggia i suoi 20 anni, in arrivo i Pulitzer

30 giugno 2016 ore 10:11, intelligo
di Luciana Palmacci  

Quella personale e identitaria, memoir e microstorie, saghe familiari e auto-fiction, questa è la letteratura protagonista del Festival mantovano giunto al suo ventesimo compleanno. La formula di mettere scrittori e lettori in uno stesso discorso negli anni si è dimostrata vincente. Ma il filo conduttore di Festivaletteratura resta pur sempre la scrittura, con un focus quest’anno dedicato alla letteratura canadese, che dimostra avere grande vitalità nel panorama internazionale. La kermesse culturale mantovana scatterà il 7 settembre e si concluderà l’11 dopo cinque intense giornate. 

Come il Festivaletteratura festeggia i suoi 20 anni, in arrivo i Pulitzer
Traducendo una fortunata formula anglosassone, Festivaletteratura ha annullato le distanze tra chi scrive e chi legge senza confondere i ruoli e ha aperto una relazione a doppio senso di percorrenza. In ogni incontro gli autori sono chiamati a mettersi in gioco di fronte a un pubblico che ascolta, chiede, rilancia. Attraverso questa formula semplice e oggi ampiamente diffusa, Festivaletteratura ha saputo soprattutto intercettare e dare espressione a un sentito bisogno di confronto su questioni che la letteratura propone e mette in discussione. 
Arte, design, architettura, cinema, teatro, anche questi linguaggi hanno contribuito al Festivaletteratura dai quali ha cercato di prendere a prestito molto in questi vent’anni. Negli anni la definizione del programma si è trasformata in un lavoro di produzione aperto ogni volta a collaborazioni diverse, grazie al quale Festivaletteratura ha potuto proporre contenuti, spazi laboratoriali e officine progettuali svincolati dalle logiche del libro in uscita e con un coinvolgimento del pubblico sempre più attivo; non è un caso che proprio a Festivaletteratura un premio Nobel come Toni Morrison si sia confrontata con i bambini per la prima volta nella sua carriera. 

Ospiti di questa edizione del Festival autori come l’irlandese Edna O’Brien, i premi Pulitzer americani Roger Rosenblatt e Philip Schultz, la vincitrice del Prix Goncourt Lydie Salvayre, Charlotte Rampling e Dany Laferrière, autore di romanzi d’impronta autobiografica e primo scrittore di origine haitiana a diventare accademico di Francia; la francese Linda Lê e l’irlandese Maggie O’Farrell che parleranno di maternità e la giovane scrittrice Louise O’Neill, autrice di un distopico romanzo che ha profondamente scosso il pubblico anglosassone. 
Di autori al Festival ne sono passati in tutto oltre 4000, ma se gli incontri con i premi Nobel hanno scandito la storia della manifestazione, è nel lavoro di scouting, valorizzando spesso le scelte della piccola editoria e sapendo guardare a quel che si muove al di fuori dei nostri confini, che Festivaletteratura ha impegnato le sue migliori energie. Tra i temi che saranno trattati in primis il mondo, partendo dalle migrazioni fino al Mediterraneo, protagonista principale come crocevia e luogo di relazioni; poi adolescenza, nuove tecnologie, e nell’anno delle celebrazioni shakespeariane Jeanette Winterson e Howard Jacobson tornano al Festival per portare la propria riscrittura rispettivamente di ‘Il racconto d’inverno’ e ‘Il mercante di Venezia’. Un altro focus importante di quest’edizione la libertà femminile, le scelte per affermare un’identità sempre costretta in schemi e stereotipi di subalternità. 

Questa ventesima edizione si aprirà con un grande, travolgente corteo per le vie della città imbandierate a festa: per domenica 4 settembre sono attesi a Mantova da tutto il mondo gli oltre 5000 volontari che hanno dato vita ed energia al Festival dal 1997 ad oggi. La magia della letteratura vivrà anche di notte: nello splendido Chiostro del Museo Diocesano aprirà Festivaletteratura Music Hall, uno spazio in cui ritrovarsi finiti degli eventi della giornata, dalle 22 in poi, per godersi della buona musica e chiacchierare con chi vuol tirar tardi.
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