EDITORIALE, Cattolici dilettanti: con la Raggi beccatevi D’Alema, per non parlare di Soros

30 giugno 2016 ore 10:54, Fabio Torriero
Cattolici: avete voluto la bicicletta pentastellata? Adesso pedalate. Non so se ironizzare o deprimermi. Di fronte alle aperture ecumeniche, buoniste, di gran parte del mondo cattolico istituzionale e laico, avevo cercato di analizzare, correggere questa pericolosa sbornia. Ma tant’è.
Ed ora, a pochissimi giorni, dalla vittoria della Raggi a Roma, già abbiamo delle inquietanti conferme, che smentiscono tutti i dilettantismi “curiali”.
Qualche esempio:
La Chiesa che, dopo i ballottaggi, apre per ragioni governative ai 5Stelle, dimostrando che la “sindrome attualizzata da Concordato” (i flirt con chiunque, anche col fascismo), è sempre presente (si legga immobili vaticani, soldi alle famiglie etc);
Il famoso articolo “accogliente e molto secolarizzato” di Tornielli su La Stampa;
Il Forum delle Famiglie che elogia la prima sindaca di Roma, ricordandole gli accordi telefonici e le conversazioni interlocutorie sui punti sottoscritti (ancora soldi alle famiglie) da Marchini e altri;
Parte del popolo del Family Day, che l’ha votata preferendola a Giachetti, il mostro renziano, nel nome e nel segno di un nuovo valore: “I nemici dei nostri nemici, sono nostri amici”.
EDITORIALE, Cattolici dilettanti: con la Raggi beccatevi D’Alema, per non parlare di Soros
Risultato? Attenti a sbagliare. I fatti parlano chiaro. Basta scorrere le prime nomine capitoline: Tomaso Montanari, nel board della cultura del Comune di Roma, ossia Zetema, la municipalizzata, che da anni gestisce gli eventi in città. Tradotto: un uomo di Massimo D’Alema braccio destro (o sinistro) della Raggi.
E ancora: la neo-sindaca ha subito richiesto 400milioni di euro per gli immobili vaticani (dimostrando pure una scarsa dimestichezza con i conti: l’importo esatto pare sia di 23 milioni di euro). Ma non cambia la furia giacobina verso le istituzioni religiose. Alla faccia della cattolica progressista (come da sua intervista).

Come volevasi dimostrare: forse ai “cattolici di casa nostra” non interessano più la cultura, l’ideologia, il pensiero unico, la difesa concreta dei valori non negoziabili nella sfera pubblica (un errore del genere, quello di sottovalutare la cultura, già fu commesso dalla Dc e ne stiamo pagando le conseguenze); ma loro preferiscono la scissione tra la Messa (il Vangelo) e i comportamenti politici conseguenti; preferiscono restare ancorati ai vecchi schemi. Ancora ragionano in termini di destra e sinistra, liberismo e socialismo, nuovo-vecchio, moralizzatori-ladri.
Invece tornerò sull’argomento: Pd e 5Stelle pari sono. Al di là delle apparenze e dei ruoli (governo-opposizione), condividono lo stesso progetto laicista, la stessa deriva antropologica (aborto, eutanasia, legalizzazione delle droghe leggere, adozioni gay, matrimoni gay). I 5Stelle sono il nuovo Pci, la sinistra giacobina, Robespierre (hanno aggiornato la lotta di classe marxista, nell’odio verso le caste); e il Pd è il nuovo pentapartito (liberal-socialdemocratico). Se ne è accorto pure un leader (sconfitto a Torino) di vecchio lignaggio, come Fassino: “I grillini sono figli della lotta di classe e dell’invidia sociale”. Chi di lotta di classe colpisce (la storia del Pci), di lotta di classe perisce.
Infine, Soros: il finanziatore nemmeno tanto occulto delle primavere arabe, dei movimenti populisti, anti-casta, di mezzo mondo, che ha previsto (parole sue) per il futuro in Italia “la crisi del sistema bancario, e l’ascesa al governo dei 5Stelle”.
A questo punto forse, in mezzo a tanto dilettantismo (in buona e cattiva fede), il flirt (fallito) con Marchini, sembra acqua fresca.
 
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