Non sarà mamma per il Tribunale: ritorno del tumore al seno le nega l'adozione

30 giugno 2016 ore 11:39, Lucia Bigozzi
Quel no pesa come un macigno. E pesa due volte: per il desiderio di maternità e per la malattia con la quale sta combattendo. I giudici torinesi hanno detto no sull’adozione di un bambino a Bianca, una donna di 42 anni, impiegata, perché alle prese con un tumore al seno. La motivazione sta in una formula giuridica, molto fredda e risiede nel fatto che il Tribunale “non ritiene tale condizione compatibile con l'accoglienza di un bambino”. In pratica, la donna non può diventare madre adottiva perché ha un cancro al seno. La donna, insieme al marito aveva superato tutto il complesso iter che sta dentro la procedura di adozione ma nel frattempo, la malattia che aveva sconfitto è tornata dopo quattro anni. E la prassi in giurisprudenza dice che devono passare almeno cinque anni di remissione, ovvero cinque anni in cui il tumore non può manifestarsi di nuovo altrimenti, come nel caso specifico, l’adozione di un bambino non può essere autorizzata. 

Non sarà mamma per il Tribunale: ritorno del tumore al seno le nega l'adozione
Insomma, è un anno e una regola a fare la differenza nella vita di questa donna. Secondo quanto riportato dai quotidiani locali che si sono occupati del caso, la sentenza del Tribunale
non terrebbe conto nemmeno della relazione dell’Asl che, invece, considera la donna “fisicamente idonea in quanto la patologia stabile consente le funzioni educative verso la prole”. Elisabetta Iannelli, avvocato civilista e segretario generale della Federazione delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (FAVO), vicepresidente dell’Associazione Italiana Malati di Cancro, parenti ed amici, a Repubblica spiega che “il criterio dei cinque anni dalla diagnosi va rivisto al più presto” perché “non ha fondamento né normativo nè scientifico” in quanto “oggi i progressi della diagnosi e delle terapie dimostrano che ogni tumore, anche quando colpisce lo stesso organo, può avere caratterizzazioni ed evoluzioni diverse nei singoli pazienti”. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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