Che fine ha fatto la Melania di "Via col Vento"? Festeggia 100 anni

30 giugno 2016 ore 10:48, intelligo
di Anna Paratore

Compirà 100 anni oggi, primo di luglio, ed è attualmente la più anziana vincitrice di Oscar ancora in vita. Ma, sempre più incredibile, continua ad essere molto bella anche adesso. Lei è Olivia de Havilland, classe 1916, nata a Tokio, inglese poi naturalizzata americana. Ai lettori più giovani il nome non dirà molto ma per tutti gli altri lei continua ad essere una stella indimenticabile in quel firmamento hollywoodiano nato in bianco e nero e poi affermatosi sempre di più con il Technicolor.

Olivia de Havilland è figlia maggiore di Walter Augustus de Havilland, avvocato inglese con studio a Tokyo, specializzato in materia di brevetti, e di Lilian Augusta Ruse, attrice nota col nome d'arte di Lilian Fontaine. La sua famiglia è imparentata con Sir Geoffrey del Havilland, pioniere dell’aviazione inglese, anche se i suoi genitori si separano quando lei ha appena tre anni e la sua sorella minore due. Tra Olivia e sua sorella Joan, che diventerà anche  attrice e prenderà il nome d’arte di sua madre, Fontaine, non ci sarà mai un buon rapporto. Litigiose da piccole, si ritroveranno a scontrarsi anche sul palco dell’Academy Awards, quando nel 1942 Joan vincerà l'Oscar alla migliore attrice protagonista, al quale in quell'anno sfortuna vuole fossero entrambe candidate (Joan Fontaine per Il sospetto e Olivia de Havilland per La porta d'oro); dopo di allora trascorreranno 33 anni prima che le due si incontrino e si rivolgano la parola. Accade nel 1975 ai funerali della loro madre. Dopo, non si vedranno né si parleranno mai più. Joan Fontaine verrà a mancare nel 2013, a 96 anni. 

Attratta inesorabilmente dal mondo delle spettacolo che ha in casa grazie a sua madre, Olivia decide fin da bambina di ricalcarne le orme. Studia, prova davanti allo specchio di casa, recita più parti da sola, e alla fine ottiene il primo ruolo cinematografico di un certo rilievo nella trasposizione shakespeariana di Sogno di una notte di mezza estate. E’ il 1935 e Olivia ha soli 19 anni, ma tutti si rendono subito conto che buca lo schermo seppure con una bellezza classica, placida, non aggressiva.  E’ la classica attrice che la Warner Bros cerca per affiancare a un grande divo di quei tempi, Errol Flynn, notissimo per le sue interpretazioni in film avventurosi e d’azione, ma anche con una dose di romanticismo. Nascono così Capitan Blood, La carica dei seicento, La Leggenda di Robin Hood, film che continueranno ad essere visti con interesse almeno per i successivi 50 anni.  

Olivia, dal canto suo, è molto conosciuta, ma non ancora una stella di prima grandezza. Lo diventa con una parte che le arriva a sorpresa nel 1939, quando la MGM la chiama ad interpretare il ruolo di Melania Hamilton in “Via col Vento”, probabilmente il film romantico più famoso e visto di tutti i tempi.  La pellicola, che ebbe una lavorazione molto travagliata, a cominciare dalla scelta dei protagonisti che non fu per niente agevole, pretendeva che Olivia quasi si imbruttisse per la parte che doveva interpretare. I suoi lineamenti classici, lo sguardo dolce, il sorriso tenero si dovevano contrapporre agli occhi color pervinca di Vivian Leigth, altra attrice shakespeariana inglese chiamata ad interpretare il ruolo principale del film, Rossella O’Hara, la “bella” della Contea di Atlanta, piena di fuoco, temperamento e passione… proprio per il marito della povera Melania.  Inutile dire del successo del film, che ancora oggi viene periodicamente proposto in TV.  Una curiosità: dei quattro interpreti principali di Via col Vento, solo la de Havilland è ancora in vita e, ironia della sorte, sul film era l’unico dei quattro personaggi a morire.

Dopo una pellicola come Via col Vento, non fu facile per Olivia de Havilland trovare copioni all’altezza e che esaltassero le sue doti di attrice drammatica. Ma il pubblico l’amava e alla fine i buoni contratti arrivarono. Recitò in  A ciascuno il suo destino (1946) di Mitchell Leisen, per cui si guadagnò un premio Oscar, Lo specchio scuro (1946) di Robert Siodmak, e L'ereditiera (1949) di William Wyler, in cui fu così convincente nel ruolo di una schiva ereditiera corteggiata da un delinquente, che vinse il suo secondo Oscar. E poi, ancora, Olivia recitò in  Avventura a mezzanotte (1937), Il conte di Essex (1939) e In questa nostra vita (1942), questi ultimi tre film in compagnia di Bette Davis, altra stella del firmamento hollywoodiano e, come Olivia, donna di grande temperamento e talento. Tra le due nacque una solida amicizia che durò per tutta la vita della Davis.  

Se la carriera di Olivia era un turbinio di successi, la sua vita privata fu decisamente più tranquilla. Dopo un primo matrimonio con lo scrittore Marcus Goodrich, da cui divorziò nel 1953, si risposò con giornalista francese Pierre Galante, da cui nel 1956 ebbe la figlia Giselle, divenuta poi giornalista. Dopo il divorzio nel 1979, i due mantennero rapporti affettuosi tanto che l'attrice si prese cura dell'ex marito quando lui si ammalò di cancro, e non si presentò al 70º anniversario della notte degli Oscar pur di restargli accanto. Dal primo matrimonio, invece, nacque nel 1949 il figlio Benjamin, che divenne matematico e morì nel 1991, affetto dal morbo di Hodgkin.

Dalla fine degli anni ‘70, Olivia de Havilland diradò sempre di più gli impegni di lavoro e le apparizioni pubbliche. Nel 1988 si ritirò a vivere in Francia, che l’adottò di buon grado conferendogli anche la Legion D’Onore. Nella sua lunga vita, Olivia de Havilland ha anche posato come modella per la figura femminile che regge una fiaccola simbolo della Columbia Pictures, grande casa cinematografica statunitense.
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