Mercati e "Governatori" nel dopo-Brexit: rafforzamento o assestamento?

30 giugno 2016 ore 12:53, Luca Lippi
Un breve focus sulla situazione dei mercati aggiornata alle ultime ore, calcolando che le filiali romane delle banche ieri sono state chiuse per la festività di S.Pietro e Paolo, quindi al mercato è mancata l’operatività dei “borsini” capitolini e relativa liquidità.
Il mercato nelle ore scorse ha avuto un “rimbalzo” dopo due giorni di flessione post-Brexit guidato soprattutto dai bancari, gli investitori avrebbero scommesso principalmente sul supporto in arrivo dalle autorità monetarie a sostegno del sistema bancario.
A Milano, i fari rimangono puntati sui bancari, oggi piuttosto sotto pressione dopo che la Merkel avrebbe negato ogni possibilità di aiuti “pubblici” a sostegno della straordinaria crisi che sta minando soprattutto gli istituti di credito con criticità piuttosto evidenti ma non nuove.
L’anomalia è l’altalena continua del comparto bancario, ribadiamo un concetto di fondo, finanziariamente l’investitore istituzionale se fino a ieri manifestava gradimento per il pane e salame, non è così schizofrenico da negarne il giorno dopo la preferenza.
I fondamentali del settore bancario sono negativi da diversi mesi, e gli scossoni degli ultimi giorni, ma gli scossoni in generale sono semplicemente delle chiare speculazioni che non possono trovare una giustificazione teorica sostanziale.
Il Bail-in c’è e c’è dal 1 gennaio di quest’anno, una voce sulla eventuale momentanea sospensione (oltretutto senza alcun reale bisogno) non ha senso. Monte Paschi di Siena riporta oggi le sue quotazioni ai minimi, si parla di tonfo, ma anche in questo caso non ha alcun senso teorico giacché la sua personalissima situazione (sofferenze) ha avuto un drastico ridimensionamento, e quindi il mercato avrebbe dovuto accogliere con un rialzo la situazione, e invece c’è flessione.
Tutto questo per cercare di far capire che la Borsa ha un suo incedere che è del tutto scollato dalle logiche politiche ed economiche, oltretutto non ci sono neanche i volumi a sostenere un’interpretazione tecnicamente valida della situazione reale.
C’è stato il rimbalzo, c’è il segno più anche oggi (anche se più vicino alla parità che un vero e proprio rialzo) nonostante la zavorra di Mps e nonostante le statistiche ufficiali vedono l’Italia in decisa deflazione ancora per il mese di giugno, e ancora non si possono conoscere le altre rilevazioni macro che darebbero un senso più logico a “tutte” le rilevazioni statistiche.
C’è da credere che il futuro del nostro Paese sia piuttosto tormentato e incerto, non per il Brexit o per i “nain” tedeschi, piuttosto per la situazione economica e per lo stallo politico. 
Le Borse parlano molto in anticipo, e quindi quanto “dicono” oggi si riferisce a quello che sta per accadere e non a quello che è accaduto. I mercati odiano l’incertezza, e quindi se la media di Borsa fra le perdite dei giorni scorsi e i recuperi delle ultime ore è piuttosto negativa, c’è da aspettarsi l’avvento di qualcosa non proprio positivo.

Mercati e 'Governatori' nel dopo-Brexit: rafforzamento o assestamento?

Più in generale riguardo la seduta odierna, gli operatori ora attendono maggiore chiarezza sulle tempistiche della Brexit ma, poiché gran parte dei leader dell’UE sollecita un’uscita ordinata e visto che David Cameron ha dichiarato che spetterà al prossimo Primo Ministro attivare l’Articolo 50, non ci aspettiamo sviluppi importanti prima della fine dell’estate.
Durante la seduta negli USA e in Asia, la sterlina ha ceduto terreno contro il biglietto verde, tornando a 1,3380 USD. 
Nel medio termine, man mano che si tornerà alla calma, la sterlina dovrebbe continuare a passare di mano con un’inclinazione positiva, il prossimo obiettivo è il livello a 1,40 USD. Ieri i prezzi del greggio hanno compiuto un rally, dopo che i dati riferiti alla scorsa settimana hanno mostrato un calo delle scorte USA pari a 4,053 mln di barili, mentre il mercato aveva previsto una flessione pari a 2,5 mln. 
Sui mercati azionari, i listini europei avrebbero dovuto aprire in negativo, e invece viaggiano intorno alla parità giacché i future europei sono in lieve ribasso. Si tratta, comunque, considerando il forte rally degli ultimi giorni, di un movimento di consolidamento. 
Oggi gli operatori stanno monitorando il tasso di disoccupazione e il Pil in Danimarca; la bilancia commerciale in Turchia; l’indicatore predittivo Kof (mercato del lavoro) in Svizzera; la variazione nell’occupazione in Germania; il Pil del Regno Unito; l’Ipc (prezzi al consumo) nell’Eurozona e in Italia; le domande iniziali di disoccupazione e l’indice dei responsabili degli acquisti di Chicago negli Usa.

autore / Luca Lippi
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