Legalizzazione cannabis, Bernardini (Radicali): “5S firmatari massicci. Su Fb presto la mia 7° coltivazione"

30 giugno 2016 ore 13:07, Lucia Bigozzi
“E’ un problema grave che va affrontato. Attraverso la legalizzazione noi possiamo dare un duro colpo alla criminalità organizzata. Ma è anche un problema di ragionevolezza rispetto all’ottusità di chi ha voluto infliggere al nostro Paese decenni di proibizionismo, perfino sulle cure”. Rita Bernardini, ‘storica’ esponente del partito Radicale, presidente d’onore dell’Associazione “Nessuno tocchi Caino”, tesoriera del Comitato per la Giustizia "Piero Calamandrei", nella conversazione con Intelligonews, spiega perché è il momento di portare a casa il via libera del Parlamento alla legalizzazione della cannabis.

Il 25 luglio approda in Parlamento la legge sulla liberalizzazione della cannabis. Come la valuta e perché sì?

"La valuta in modo positivo al massimo. Tanto è vero che anche come Associazione ‘Luca Coscioni’ la stiamo sostenendo con una raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare che sta avendo grande successo di sottoscrizioni".

Legalizzazione cannabis, Bernardini (Radicali): “5S firmatari massicci. Su Fb presto la mia 7° coltivazione'
Sul piano politico il fatto che numerosi parlamentari dei 5S siano pronti a sostenerla in Aula cosa le segnala? 

"Per me anche questo è molto positivo. Io mi sono incontrata con loro in numerosi dibattiti pubblici perché loro l’hanno firmata in modo massiccio questa proposta di legge. Tuttavia mi sembra che la cosa sia trasversale perché tranne il Nuovo Centrodestra e la Lega tutti gli altri gruppi hanno avuto parlamentari sottoscrittori della proposta perché è un tema che va affrontato e rapidamente".

Lei rileva la tempistica e le chiedo: qual è la priorità rispetto a temi quali la crisi delle banche, Brexit o l’immigrazione? Cosa risponde a chi solleva questa obiezione?

"E’ un problema grave che va affrontato, risolvendo il quale attraverso la legalizzazione noi possiamo dare un duro colpo, non sconfiggere definitivamente purtroppo, alla criminalità organizzata. Questo non lo diciamo noi che siamo per la regolamentazione, antiproibizionisti ma la dice la Direzione nazionale Antimafia che afferma che, ad esempio, se le forze dell’ordine, i Tribunali venissero liberati dalle incombenze delle decine di migliaia di procedimenti penali riguardanti le sostanze stupefacenti, potrebbero dedicarsi a reati che secondo l’opinione pubblica sono di maggiore offensività". 

Spieghi per flash i benefici della liberalizzazione della cannabis.

"Anzitutto risolve un problema di ragionevolezza. Mi spiego con un esempio. In questi giorni, noi ci stiamo battendo insieme all’associazione “La piantiamo”, perché c’è una persona, malata, che si trova in carcere e che si trova lì perché non aveva i soldi per comprarsi la cannabis prescritta dalla Asl. Si chiama Fabrizio Pellegrini, sta nel carcere di Chieti e lo siamo andati a trovare alcuni giorni fa: questo “criminale”, secondo le leggi attuali, si coltivava la cannabis perché non aveva i soldi per pagare la Asl. Non è che gli era vietato, l’Asl gliela dava ma in cambio voleva il corrispettivo del costo, ovvero centinaia di euro, cosa che lui ha potuto pagarsi solo una volta. E’ una persona povera, malata. Dico che questo caso sia emblematico dell’ottusità di chi ha voluto infliggere al nostro Paese decenni di proibizionismo, perfino sulle cure scientificamente provate. Ho un’ultima notizia…"

Quale? 

"A breve posterò su Facebook un brevissimo filmato della mia settima coltivazione di cannabis che faccio come disobbedienza civile alle leggi criminogene proibizioniste. L’ultima coltivazione è stata archiviata dal procuratore capo Pignatone ed era di 56 piante. Stavolta ne ho una ventina, mentre Fabrizio Pellegrini ne aveva cinque". 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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