Questione di ballottaggio, mozione Italicum dopo l'estate: Boschi stizzita

30 giugno 2016 ore 21:57, Lucia Bigozzi
Riecco l’Italicum. Sarà il primo dossier a settembre, quando i parlamentari rientreranno dalle vacanze. Montecitorio, dunque rimetterà le mani, anzi il voto, sulla legge elettorale dopo oltre un anno dalla sua approvazione. Motivo? Correttivi. In particolare il rebus ‘ballottaggi’. A riaprire il tema è una mozione di Sinistra italiana che solleva l’incostituzionalità su alcune parti dell'Italicum, e chiede le conseguenti correzioni. 

E’ Arturo Scotto, capogruppo di Sel e primo firmatario della mozione a spiegare che il Parlamento deve pronunciarsi prima che lo faccia la Corte sulla incostituzionalità della norma”. Ma dal Palazzo Chigi sembrano smussare gli angoli della mozione che potrebbe rivelarsi una spina nel fianco per la maggioranza che sostiene Renzi, anche perché molti parlamentari della minoranza dem potrebbero decidere di seguire i colleghi di SI. Non a caso la ministra per le Riforme Maria Elena Boschi minimizza la portata dell’iniziativa parlamentare quando dice che “la conferenza dei capigruppo della Camera non ha calendarizzato la mozione, ha semplicemente approvato il calendario di luglio, mentre si è limitata, come da regolamento, a indicare i provvedimenti per il programma dei lavori alla ripresa di settembre”. Il premier Renzi rincara la dose su Facebook nel forum #matteorisponde. A chi gli chiede se è in qualche modo preoccupato, posta così: “Ma che preoccupare, è una mozione dell'opposizione che si discuterà in Parlamento, ce ne sono tante...”. Lasciando intendere che nel suo orizzonte non c’è alcun cambio in corsa della legge. 

Questione di ballottaggio, mozione Italicum dopo l'estate: Boschi stizzita
In pratica, la mozione cita la sentenza della Consulta sul Porcellum, evidenziando che anche con l'Italicum c’è il rischio che si ripresentino gli stessi “vizi” della precedente legge elettorale.
Nel testo della mozione si punta l’indice in particolare su due aspetti: la “lesione dell'uguaglianza del voto e nella violazione del voto diretto date dall'enorme premio di maggioranza assegnato” e “la mancata previsione dei meccanismi idonei a consentire ai cittadini di incidere sull'elezione dei rappresentanti”. Proprio sul primo punto, i firmatari della mozione sostengono che è “macroscopicamente presente nell'Italicum soprattutto in relazione al caso in cui nessuna lista ottenga almeno il 40% al primo turno”. Dalle file dem replica il capogruppo a Montecitorio Ettore Rosato: “Tutte le leggi, compresa quella elettorale, si possono cambiare se si vuole. Di certo non si cambiano con una mozione...”. Della serie: vorrei ma non posso. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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