Epatite, ancora si muore e l'Oms: “Non abbassare la guardia”

30 luglio 2015, intelligo
Epatite, ancora si muore e l'Oms: “Non abbassare la guardia”
I numeri dell’epatite sono un tragico bollettino di morte. A livello mondiale sono quasi un milione e mezzo di vittime ogni anno e 400 milioni di persone infettate. Tutto ciò nonostante la scoperta e l’utilizzo di nuovi superfarmaci e vaccini. Numeri che sono sul tavolo della Giornata Mondiale dell’Epatite che si celebra proprio oggi. 

Non a caso, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha lanciato un appello a “non abbassare la guardia” specialmente nei casi di epatite B e C cronica: due tipologie che sono la causa di circa l’80 per cento di tutte le morti per tumori al fegato. E in Europa qual è la situazione? Lo dice l’European Center for Diseases Control and Prevention (Ecdc): dieci milioni di persone hanno un'infezione cronica da epatite B o C ma la cosa sorprendente è che nella maggiorparte dei potenziali pazienti non è consapevole. 

Anche qui, i numeri parlano chiaro: l’istituto europeo ha pubblicato dati di ricerca in base ai quali nel 2013 sono stati verificati circa 20mila casi di epatite B. Il trend, tuttavia è in calo, mentre ad aumentare sono i casi di epatite C (32mila i casi). Per quanto riguarda l’epatite A, l’istituto ha rilevato che tra il 2014 e il 2015 ha provocato tre focolai, il più grande dei quali con più di 1.500 casi.

A che punto è la ricerca? Attualmente sono disponibili diversi trattamenti che seguono la diagnosi. Per Andrea Ammon, direttore dell’istituto europeo, resta prioritaria la prevenzione e altrettanto importante è la vaccinazione, considerata dallo studioso come “la misura individuale più efficace per proteggersi dalle epatiti A e B. L’epatite C può essere curata, soprattutto se trovata e trattata precocemente”. Le nuove frontiere della ricerca hanno consentito di scoprire l’efficacia di un antistaminico in grado di contrastare l’epatite C, mentre il San Raffaele di Milano ha messo a punto una tecnica contro l’epatite B.  

Infine, sul fronte della prevenzione, l’Oms batte il tasto sul miglioramento dell’accesso ai test e ai trattamenti per le persone che hanno contratto l’infezione, anche se l’imperativo è fermare le trasfusioni non sicure e vaccinare i bambini contro l’epatite B. E per la prima volta, a settembre a Glasgow, è calendarizzata una riunione di esperti e istituzioni per il World Hepatitis Summit. 


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LuBi
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