Sanità, è scontro tra Zaia e Lorenzin sui tagli

30 luglio 2015, intelligo
Sanità, è scontro tra Zaia e Lorenzin sui tagli
“Sulla sanità e su come gestirla con il bilancio in attivo non accetto lezioni da un ministro che rispetto come persona, ma che verrà ricordata come il ministro dei tagli alla sanità. Per questo, fossi al posto suo, mi sarei dimesso. Quanto ai comportamenti sul piano istituzionale prendo atto che le scelte da galantuomini fatte dal Veneto in ripetute occasioni vengono continuamente manipolate e strumentalizzate per descrivere situazioni che non corrispondono alla verità. Errare è umano, ma perseverare è diabolico. Si sappia che smetteremo di comportarci da galantuomini”.  

E’ la dichiarazione di “guerra” almeno mediatica (o di ‘indipendenza’?) del governatore leghista Luca Zaia che smonta punto per punto le dichiarazioni di Beatrice Lorenzin sul delicato dossier della riorganizzazione in campo sanitario.

Zaia cita le parole del titolare della Sanità pubblicate il 2 luglio su Repubblica.it del 2 luglio, per dimostrare che non è vero che le Regioni hanno dato all’unanimità il via libera al piano governativo. Ieri lo stesso ministro Boschi aveva sottolineato il sì unanime della Conferenza delle Regioni. No, per il governatore leghista le cose stanno in un altro modo: “L’intesa è stata approvata dalle Regioni eccetto il Veneto: "Il Veneto è uscito - ha spiegato il ministro - ma ci ha permesso in questo modo di chiudere, quindi lo ringrazio”. Parole della Lorenzin – incalza Zaia - che ci ringraziava dopo che avevamo formalizzato il nostro no in Coordinamento degli Assessori e in Conferenza dei Presidenti, annunciando fin da subito che non avremmo partecipato alla Stato Regioni”. 

Il presidente della Regione Veneto chiama in causa il ministro anche per le sue dichiarazioni in cui avrebbe rilevato che le Marche funzionano meglio del Veneto. “Secondo la Lorenzin - aggiunge Zaia – le Marche in sanità sarebbero meglio di noi ma avrebbero rinunciato per non meglio precisate 'ragioni politiche' ad essere Regione benchmark? Anche se fosse vero, la cosa sarebbe assolutamente irrilevante, perché il vero problema è che il ministro della Salute, ed il governo Renzi per intero, nel tagliare la sanità, non hanno preso ad esempio assolutamente nessuna delle Regioni benchmark, se non a parole, ed hanno tagliato con l'accetta in modo indiscriminato e lineare”. 

Zaia non fa sconti a nessuno, tantomeno al plenipotenziario della spending review di Palazzo Chigi: “Quanto al nuovo guru della spending Yoram Gutgeld prima di buttare lì tagli a casaccio, dovrebbe andarsi a vedere la situazione del Veneto su tutte le voci nazionali incriminate, a cominciare dall'appropriatezza delle prescrizioni e delle prestazioni, fino al contenimento della spesa farmaceutica e agli acquisti centralizzati. Se vuole gli mando i provvedimenti già approvati e quelli già pronti e qualche nostro tecnico con le spiegazioni del caso. E poi la finiscano con la presa in giro dei tagli che andranno a colpire solo gli sprechi. Per essere credibili facciano nomi e cognomi di questi sprechi e di chi li causa e lì intervengano. Scopriranno che alla porta del Veneto non devono permettersi nemmeno di bussare”.

La querelle non finirà qui. 


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LuBi
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