"Mamma (riforma) Rai": tutti la vogliono a modo loro. In primis Padoan e Fico

30 luglio 2015, Marta Moriconi
'Mamma (riforma) Rai': tutti la vogliono a modo loro. In primis Padoan e Fico
Mamma Rai, tutta la amano, ma a modo loro. E intanto il provvedimento di riforma della Rai langue in Senato. 

La fretta mostrata nelle ultime ore dall'esecutivo sul rinnovo del Cda insospettisce il presidente della Vigilanza Rai Roberto Fico che su La Repubblica chiede non avere fretta e scegliere nomi alti e fuori da politica.

"Per non rispondere alle solite logiche spartitorie basta rifiutarle, non serve una legge. È questo che chiedo alle altre forze politiche: un'assunzione di responsabilità per il bene della Rai" dice Fico facendo un appello che detta la linea: "Al Senato abbiamo lavorato per avere criteri di trasparenza, onorabilità e competenza per i consiglieri Rai. Facciamoli valere da subito".

Ma sul tavolo c'è anche la lettera del ministro Padoan, che a Fico non piace: "Sarebbe potuta arrivare il 26 maggio, il momento in cui il cda Rai è scaduto, è chiaro che qualcosa è precipitato. Il governo si è accorto di aver agito da incompetente. Renzi ha fatto due conferenze stampa per annunciare un ddl di cui dopo un mese non c'era traccia. Quando è arrivato, si è cominciato il dovuto lavoro parlamentare, perché la Rai è materia parlamentare, lo dice la Corte costituzionale, e siamo arrivati a oggi. Il dolo è in questo, nel non essersi curati dell'azienda di servizio pubblico radiotelevisivo del Paese".

Ma si sa che la scelta di selezionare persone svincolate dai partiti non piace a tutti,  e allora il criterio di Fico è la "selezione di curricula pubblici". 

"Per questo servono più di 5 giorni", dice il presidente di Vigilanza Rai.

Intanto il premier crede nell'ipotesi di un decreto e chiede di procedere con la legge Gasparri, come sottolineato da Padoan.

Ma per il capogruppo Paolo Romani "questo provvedimento di riforma della Rai contiene dei veri obbrobri". C'è da aspettarsi ostruzionismo, dunque, con la presentazione di almeno 500 subemendamenti. 

Domani i membri Pd della Vigilanza si incontreranno in mattinata per decidere come procedere, poi alle 14 l'ufficio di presidente della Vigilanza deciderà le tempistiche. 

E chissà cosa deciderà sul dg Matteo Renzi. Forse sarà Marinella Soldi di Discovery, Patrizia Grieco, presidente di Enel, o la toscana Antonella Mansi, ex presidente della Fondazione Mps.
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]