La sorpresa (non sorpresa): prezzi della benzina in calo ad Agosto

30 luglio 2015, Luca Lippi
La sorpresa (non sorpresa): prezzi della benzina in calo ad Agosto
Il prezzo della benzina verde oggi è al record negativo di 1,60. In totale controtendenza rispetto agli anni scorsi quando magicamente gli idrocarburi per autotrazione nel periodo estivo e a ridosso della girandola di “bollini” relativi alle partenze subivano impennate mai sufficientemente spiegabili e mai sottoposti a vigilanza da parte del governo.

Eni ribassa di 1 centesimo il prezzo della verde, IP oggi fissa a -0,7 sulla benzina e -0,6 sul diesel, e secondo l’osservatorio Mise (Ministero dello sviluppo economico) la media per un litro di verde in modalità self della verde va, a seconda dei diversi marchi, da 1,600 a 1,638 euro/litro (no-logo 1,589). Per il diesel si rilevano prezzi medi self che passano da 1,405 a 1,438 euro/litro (no-logo a 1,396).

Quanto al servito, per la benzina i prezzi medi nazionali praticati sugli impianti colorati vanno da 1,671 a 1,781 euro/litro (no-logo a 1,615), il diesel da 1,486 a 1,590.

Un’informazione utile per chi è costretto a prestare attenzione ai prezzi dei carburanti, basta andare sul sito “www2.prezzibenzina.it” e avere gli aggiornamenti dei prezzi alla pompa.

Il prezzo del petrolio è sceso molto negli ultimi tempi per le note vicende internazionali, soprattutto ha influito l’accordo degli Usa con l’Iran che ha sbloccato l’embargo riaprendo i rubinetti di uno dei maggiori produttori di oro nero che, riversando sul mercato oltre 1,4 milioni di barili al giorno crea un effetto di crescita di offerta tale da creare i presupposti per l’abbassamento del prezzo.

Purtroppo in Italia questa flessione “piacevole” è poco apprezzata dai consumatori a causa delle accise che influiscono per il 70% sul prezzo alla pompa, quindi dobbiamo accontentarci di poche gocce in più e continuare a tenere a freno il piede sul pedale dell’acceleratore.

E’ comunque una buona notizia, ogni tanto, che nel periodo estivo non ci sia stato il classico “aumento strategico”. Evidentemente il calo del prezzo è così interessante da aver suggerito ai gestori un’equa ripartizione del maggior guadagno, 70% al gestore e 20% al consumatore. Meglio che niente!  

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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