Terrorismo Giubileo, Cattaneo (Fi): "Marino inaccettabile Pilato. Un sindaco alza la voce, competenze o meno"

30 luglio 2015, Lucia Bigozzi
Terrorismo Giubileo, Cattaneo (Fi): 'Marino inaccettabile Pilato. Un sindaco alza la voce, competenze o meno'
“Marino deve metterci la faccia; inaccettabile atteggiamento pilatesco. Un sindaco alza la voce anche senza competenze specifiche, come dovrebbe fare nel caso di Fiumicino”. Alessandro Cattaneo, giovane dirigente di Fi parla da ex sindaco di come si fa il sindaco nella conversazione con Intelligonews…

Dalla sua esperienza di sindaco, Marino che rilancia l’allarme Isis in vista del Giubileo e dice che da solo non può difendere Roma che effetto le fa?

«Quando sei sindaco, sei intrinsecamente il terminale delle richieste dei cittadini e il fatto che ogni volta uno dica non è competenza mia, io non c’entro, non è colpa mia, è un messaggio che da sempre fatica a passare perché per la comunità il sindaco è il punto di riferimento e il collettore di bisogni, preoccupazioni, anche soddisfazioni, ma il punto è che devi metterci la faccia »

Secondo lei cosa dovrebbe fare il sindaco della Capitale?

«Beh l’atteggiamento assunto da Marino è inaccettabile. Anche quando le responsabilità non sono direttamente tue, il primo cittadino deve far capire e farsi valere con atti forti, sia amministrativi che politici. E comunque deve intervenire sulle questioni, essere presente, denunciare, segnalare; insomma darsi da fare».

Quello di Marino è anche un messaggio politico a Renzi?

«Io ci leggo un messaggio politico al premier perché Renzi cinicamente e in perfetto stile machiavellico cavalca ciò che gli fa comodo mediaticamente, politicamente e scarica tutto ciò che può creargli impopolarità. La vedo un po’ come una resa dei conti tra i due e Marino fa bene a sollecitarlo; ma il punto è che proprio la distanza e la diffidenza che emerge tra di loro finisce per aumentare la preoccupazione sul prosieguo della legislatura capitolina»

L’allarme Isis su Roma a Marino viene confermato dai sindaci americani. Anche lei era in contatto con i suoi omologhi internazionali sulle questioni di sicurezza nazionale?

«Io sono uno che viaggia molto e ama documentarsi. Leggendo i consigli che il sito del Dipartimento di Sicurezza americano dà ai propri cittadini in partenza per l’Italia, prima dell’Isis ci sono le avvertenze sul degrado, su quali autobus prendere e quali evitare, ci sono alert sui furti e gli scippi ai turisti. Venendo alla sua domanda, io da sindaco più che ai colleghi internazionali mi affiderei soprattutto alla nostra Intelligence, apprezzata in tutto il mondo e che nella storia del nostro Paese ha dimostrato cosa sa fare e come sa operare. Quindi nel silenzio e nella discrezione io darei tutto l’appoggio, il sostegno politico e gli strumenti operativi di cui l’Intelligence necessita ed eviterei sia improvvisazioni che atteggiamenti pilateschi»

Al Pigneto un gruppo di pusher hanno circondato e aggredito i carabinieri. Al netto dell’ordine e della sicurezza pubblica, quale è il compito di un sindaco?

«Il presidio del territorio è fondamentale e lo fai anche coi servizi che funzionano. La sinistra compie l’errore di sempre: in campagna elettorale fa demagogia sulle periferie abbandonato e poi con una logica buonista applica il ‘volemose bene’ fino a che i problemi deflagrano in situazioni pazzeche, proprio perché manca quella che io chiamo ‘tensione positiva’, cioè la concretezza nell’essere sempre attenti e vigili. E questo vale dal livello nazionale, ad esempio sull’emergenza migranti, ai livelli regionali e comunali dove si svegliano solo quando una situazione è già diventata emergenziale, anziché usare prima il pugno di ferro».

Infine il caos Fiumicino: musica per le orecchie dei tabloid internazionali che da giorni mitragliano Roma e l’Italia. Cosa pensa?

«E’ una situazione inquietante, la somma dei problemi irrisolti. Fiumicino è il nostro Hub principale e bisogna proteggerlo da ogni tipo di evenienza, anche la più imponderabile. Ora bisogna andare a fondo e capire cosa c’è dietro la parola doloso. Di solito quando viene dato fuoco a un terreno o a una pineta, c’è dietro una speculazione edilizia ma non mi sembra questo il caso essendo un’area a ridosso dell’aeroporto. Allora doloso perché? I black out di oggi sono oltremodo inaccettabili e non si possono lasciare nel caos migliaia di turisti. Anche qui, un sindaco ha il dovere di essere parte attiva nel governo della situazione, non restare ancorato ai cavilli che stabiliscono dove cominciano o finiscono le competenze dell’uno o dell’altro»

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