5 mila foto sotto la gonna: per giudice il fotografo "col cartone" non colpevole

30 luglio 2015, intelligo
5 mila foto sotto la gonna: per giudice il fotografo 'col cartone' non colpevole
 5 mila donne fotografate nelle parti intime. Non certo ritratti fotografici. Il tutto con la macchina in un cartone, cercando di immortalarle sotto la gonna...

Il 20 agosto 2013 poi sarebbe stato colto in flagrante alla stazione centrale di Milano. Da lì il processo, e ieri la sentenza: i giudici lo hanno assolto perché “il danno non è provabile” dato che le sue vittime erano “ignare e anonime”.

Tanto basta per non essere giudicato colpevole, che le donne erano "ignare di essere filmate”.

Per lui era “passione per il cinema neorealista”. Scrivono i carabinieri che aveva progettato “un nascondiglio strutturato per preservare l’integrità del realismo delle scene filmate” senza che “una persona ripresa consapevolmente perda spontaneità”. 

Eppure non è possibile individuare un reato, non si tratta di violenza privata né di altro tipo, la non consapevolezza delle donne di essere filmate non può far scattare alcun diritto al riconoscimento di un danno.

C'è poi il problema di identificare queste signore. Per la giustizia proprio questo aspetto  “induce a ritenere non provato il nocumento arrecato dalla condotta”
.
Insomma il fotografo non è guardone. 

(m.m.)
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