Nuove mode social, vecchi riti: ora i panni sporchi si lavano sul web

30 maggio 2013 ore 13:28, intelligo
di Micaela Del Monte
Nuove mode social, vecchi riti: ora i panni sporchi si lavano sul web
Giudicare le prestazioni dei partner e dichiarare il proprio amore/interesse in anonimato: è la nuova moda sui social network. Risultato: i panni sporchi non si lavano più in casa ma sul web.
Tutto ha inizio nelle università britanniche: pagine web e gruppi creati per parlare, condividere, giudicare e raccontare le proprie esperienze con i coetanei per ricevere consigli o consolazioni. Pagine create per dichiararsi a persone incontrate nei corridoi, al semaforo, al bar o alla fermata dell’autobus. Si parla per lo più di sconosciuti ai quali non si ha il coraggio di dichiararsi: sono pagine dedicate al flirt in totale anonimato utilizzate soprattutto in contesti circoscritti come aule studio, biblioteche, quartieri o appunto università. Da Nottingham arriva una sorta di pagella interattiva chiamata “Rate your shag” sulla quale gli studenti giudicano con tanto di voto le prestazioni e le capacità amatorie del partner citati con nome e cognome, persone che a volte sono totalmente ignari di essere su Facebook e soprattutto del fatto che si parli di loro. Non a caso il sito è stato chiuso nel giro di pochissimo tempo per problemi di privacy. A rischiare grosso non era soltanto il creatore della pagina ma il social network stesso. Il fenomeno non è passato inosservato e in Italia è nata una pagina sulla stessa falsa riga, ma più attenta alla privacy. Il nome lascia poco spazio all’immaginazione “PSDM. Prestazioni sessuale di m...” : nel giro di pochissimi giorni ha raggiunto il record di “likes” (420 mila ). Una pagina su cui ragazze e ragazze raccontano le proprie disavventure in totale anonimato, scambiandosi consigli e confidenze. Non mancano racconti piuttosto disinibiti, risate e prese in giro, nessun pudore. Tanto è tutto anonimo! E ancora. Sempre dalle università britanniche arriva la moda degli “Spotted” (“adocchiato”). Tutto nasce nel 2010 a Londra quando uno studente decide di creare una pagina dove poter giudicare e commentare le ragazze. Anche in questo caso la pagina ha avuto vita breve, ma l'idea ha provocato effetto virale. Ad oggi infatti sono migliaia le pagine “spotted” su facebook su cui i ragazzi si dichiarano, ma non solo. Oltre agli apprezzamenti fisici, si fa sempre più comune la moda dell'insulto. E per non farsi mancare proprio nulla, ‘tira’ anche la rivelazione di segreti sulle persone considerate “nemiche”. Fenomeni sui quali riflettere, perché in mezzo ci sono ancora i giovani. Che continuano a camminare sul filo del rasoio tra nuovi metodi di comunicazione e contenuti, finalità. Si parla e si sparla sul web, spesso nascosti dietro l’anonimato o un anonimo nickname, si fanno rivelazioni, si raccontano profili e abitudini che non hanno riscontro nella quotidianità. Una piazza virtuale che sostituisce l’incontro, il confronto, il dialogo: quello più autentico. Parole, riflessioni, pensieri dichiarati guardandosi in faccia e non millantati dietro e dentro un mondo molto virtuale e poco reale.
autore / intelligo
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