Passa dall'Umbria il rapporto tra Renzi e il Vaticano

30 maggio 2014 ore 9:44, Americo Mascarucci
Passa dall’Umbria il rapporto fra il premier Matteo Renzi e il Vaticano. Passa per il tramite del vescovo della diocesi di Spoleto- Norcia Renato Boccardo, amico di vecchia data del leader del Partito Democratico. Un’amicizia che è nata negli anni un cui Boccardo era la guida spirituale dell’Agesci e Renzi stava negli scout. Prima di essere nominato vescovo della diocesi umbra monsignor Boccardo ha svolto un’intensa attività diplomatica presso la segreteria di stato vaticana al fianco del cardinale Angelo Sodano.
Passa dall'Umbria il rapporto tra Renzi e il Vaticano
Boccardo ha curato personalmente l’organizzazione delle Giornate mondiali della Gioventù e molti dei viaggi di Giovanni Paolo II. Nel febbraio del 2005, poco prima della scomparsa di Wojtyla, fu nominato segretario del Governatorato, il ministero economico della Santa Sede con la sponsorizzazione di Sodano. Dal Governatorato fu allontanato nel 2009 per volontà del segretario di stato di Benedetto XVI Tarcisio Bertone che volle al suo posto Carlo Maria Viganò. Boccardo fu accusato di aver aumentato i costi di gestione e favorito gli sprechi nel momento in cui era invece necessario risparmiare. Boccardo fu quindi nominato vescovo di Spoleto – Norcia e al suo posto arrivò monsignor Viganò considerato uomo di fiducia di Bertone, poi da questi stesso fatto trasferire negli Stati Uniti come nunzio per le note vicende che tutti conoscono. Con l’uscita di scena di Bertone, anche Boccardo sembra aver riallacciato contatti importanti all’interno dei sacri palazzi, anche in considerazione del suo incarico presso la Congregazione per le Cause dei Santi. Sarebbe proprio lui lo sponsor principale di Renzi in Vaticano, il punto di collegamento fra Palazzo Chigi e la Santa Sede. Anche perché, va detto, che all’interno della curia romana non tutti guardano con favore al giovane Renzi, che è sì cattolico ma della scuola di Ernesto Balducci e quindi con una visione molto aperta sul tema dei diritti civili. E’ un fautore della libertà di coscienza e ancora di più della separazione fra Stato e Chiesa, soprattutto per ciò che riguarda il dibattito sui temi etici; un dibattito che il premier ha sempre ritenuto dover essere sgombro da intromissioni delle gerarchie, al punto da essersi dichiarato favorevole al riconoscimento delle coppie di fatto e delle unioni gay e aperto a discutere di questioni che per la Chiesa continuano ad essere un tabù. Da sindaco di Firenze è entrato spesso in rotta di collisione con l’arcivescovo Giuseppe Betori, già segretario della Cei sotto la presidenza di Camillo Ruini ed esponente dell’area destra dei vescovi.
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Un’area che alle ultime elezioni europee pare abbia puntato sul Nuovo Centrodestra di Alfano con l’obiettivo di rafforzare all’interno del governo la componente cattolica  più intransigente sul tema della difesa dei principi etici, rappresentata dai vari Formigoni, Lupi, Giovanardi, Roccella. Particolarmente attivo in favore del partito di Alfano sarebbe stato monsignor Rino Fisichella, il cappellano di Montecitorio, che a sentire i bene informati si sarebbe speso molto in favore della candidatura di Carlo Casini nell’Italia centrale. Renzi quindi al di là degli apprezzamenti più volte rivolti nei confronti di papa Francesco, continua a suscitare diffidenza negli ambienti cattolici conservatorii, e sul fronte opposto anche in quelli di impronta più marcatamente socialista, poco inclini a sostenere il suo riformismo (vedi il vescovo di Campobasso Giancarlo Bregantini da sempre molto vicino alla Cgil e alla sinistra massimalista). Insomma, alla fine il premier per ragioni opposte, rischia di non piacere né ai vescovi di destra che non apprezzano il suo “cattolicesimo adulto”, per usare un vecchio termine caro a Romano Prodi e volto ad evidenziare l’indipendenza del politico cattolico dalle gerarchie clericali, né a quelli di sinistra che nel segretario del Pd intravedono lo spettro di un nuovo Berlusconi, con il vestito di sinistra ma l’anima e il cuore a destra.  
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