"Impresentabili", Mineo: "Il Pd rispetti il codice etico. Bindi in cerca di vendette? Ridicolo"

30 maggio 2015, Adriano Scianca
'Impresentabili', Mineo: 'Il Pd rispetti il codice etico. Bindi in cerca di vendette? Ridicolo'
I renziani del Pd attaccano la Commissione Antimafia e la sua presidente Rosy Bindi: la lista degli impresentabili, dicono, è solo un regolamento di conti interno. “È una cosa ridicola che qualifica chi la dice”, spiega il senatore dissidente dem Corradino Mineo. E, parlando con IntelligoNews, aggiunge: “Il Pd ha sottoscritto il codice etico: ora deve rispettarlo”. 

Senatore, la Bindi è accusata di operare “vendette interne di corrente politica”. Lei cosa ne pensa? 

«È una cosa ridicola che qualifica chi la dice»

Scusi, ci spiega a cosa serve un codice etico che si sovrappone alle leggi e che non è vincolante? 

«Può anche non servire, ma l'hanno sottoscritto i partiti e ora lo devono rispettare. Ora, De Luca potrebbe anche essere il migliore dei politici italiani e forse l'abuso d'ufficio può essere una fattispecie in cui possono andare a sbattere anche persone in buon fede. Resta il fatto che il premier non poteva non sapere che c'è un codice che rende De Luca incandidabile. De Luca è una persona che non ha ancora risolto i suoi procedimenti. Ha rinunciato alla prescrizione e questo gli fa onore. Ma le leggi vanno rispettate». 

Viene criticata anche la questione delle tempistiche: siamo a due giorni dal voto... 

«La Bindi ha già spiegato, e non ho motivo di non crederle, che le liste sono state presentate 30 giorni fa e che si è dovuto chiedere procura per procura per tutti i candidati. Almeno è uscito prima. Se fosse uscito dopo sarebbe stato grottesco. Il punto è che ci sono dei fatti oggettivi che avrebbero dovuto indurre il Pd a comportarsi altrimenti. Il codice non è cogente? E allora perché l'hanno firmato? Il comportamento della commissione è stato raffazzonato, improvvisato? Può darsi, ma non ce la si può prendere con la Bindi». 

Insomma, la presidente della commissione secondo lei non ha responsabilità? 

«Non si può dire che la Bindi ha voluto operare una resa dei conti interna al Pd. Questo modo di ragionare non affronta le cose nel merito. C'è la legge Severino: lo sapevamo o no? C'è il codice etico: lo sapevamo o no? Questo è quello che conta».
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