Venezia, la Biennale di Architettura guarda alle periferie: integrare prima che abitare

30 maggio 2016 ore 11:10, Americo Mascarucci
E’ partita la 15esima Mostra Internazionale di Architettura, dal titolo Reporting from the Front, organizzata dalla Biennale di Venezia.
Inaugurata il 28 maggio resterà in esposizione fino al 27 novembre 2016.
Curatore dell'edizione di quest'anno l’architetto cileno Alejandro Aravena (Santiago del Cile, 1967) vincitore del Leone d’Argento alla Biennale di Venezia del 2008 come miglior emergente e direttore di Elemental, l’innovativo progetto di social housing che, da solo, restituisce la misura della sua visione architettonica illuminata. 
Allestita tra il Padiglione Centrale ai Giardini e l’Arsenale, l’immagine simbolo dell’esposizione è una fotografia scattata dallo scrittore inglese Bruce Chatwin che ritrae l’archeologa tedesca Maria Reiche in cima ad una scala mentre studia le linee di Nazca nel deserto peruviano
Una metafora che vuole indicare quanto basti davvero poco per guardare il mondo da una nuova prospettiva. 
"È una metafora potentissima che permette al visitatore di osservare i progetti con uno sguardo diverso- ha spiegato Aravena- l'importanza del problema o la difficoltà delle circostanze non dovrebbe giustificare i professionisti dal non rispondere con un'architettura di qualità". 

Reporting from the Front non si rivolge soltanto agli architetti ma anche alle istituzioni perché spiega Aravena "chi ha il potere di decidere capisca che ci sono altri modi di affrontare i problemi e che il loro sostegno cambierebbe tutto per il meglio». 
Ma è soprattutto una Biennale che parla al grande pubblico. Ogni progetto è chiaramente illustrato con un testo chiaro e conciso ma denso di informazioni che indirizzano lo sguardo del visitatore non esperto. «Perché è giusto - ha detto Aravena - che ogni cittadino capisca cosa può aspettarsi e che ricominci a pretendere la qualità che gli spetta". 

Grande spazio è riservato qest'anno al tema delle periferie delle grandi città
Recuperare le periferie, contrastando il degrado e contribuendo a riqualificare la qualità della vita in quartieri resi invivibili e problematici anche da un'architettura pensata solo ed unicamente per aumentare la disponibilità di alloggi ma non ad integrare il tessuto cittadino, è forse la sfida più grande che l'architettura si trova di fronte, quella su cui gli architetti di oggi sembra misurare le proprie capacità.  
 Aravena ha sottolineato che, quando si parla delle grandi tematiche sociali legate all'abitare "la presa di coscienza non basta più e quello che serve ora è l'azione". Insomma una Biennale concreta dal forte messaggio politico e sociale ma che ai facili slogan e alla propaganda preferisce l'azione, il fare, il proporre e l'educare. Perchè va bene criticare e avanzare progetti ma fra il dire e il fare di mezzo c'è il mare. E i progetti oltre che proposti dovranno poi essere realizzati, concretamente e con le dovute capacità. Questa la grande sfida. 
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