Piano Viminale migranti, Centinaio (LN): “Indecente. Tutti a casa di Alfano"

30 maggio 2016 ore 12:55, Lucia Bigozzi
“Alfano si porti i migranti a casa sua. Obbligare le province, i prefetti a prendere ulteriori 70 immigrati lo considero un atto indecente, visto come è messa l’accoglienza nel nostro Paese”. Non usa giri di parole Gianmarco Centinaio, presidente dei senatori della Lega, commentando con Intelligonews la circolare del Viminale sul piano di ripartizione territoriale dei migranti che sbarcano sulle coste italiane. 

Emergenza sbarchi: come commenta la circolare del Viminale che “impone” 70 migranti per provincia? 

"Il ministro Alfano se li deve prendere e portare a casa sua, perché oggi come oggi, obbligare le province, i prefetti a prendere ulteriori 70 persone penso sia un atto indecente, visto e considerato come è messa l’accoglienza in questo momento in Italia".

Piano Viminale migranti, Centinaio (LN): “Indecente. Tutti a casa di Alfano'
Centro di accoglienza al collasso, sbarchi che si intensificano: tutto questo che effetto e che ricadute avrà sui territori, anche rispetto alle preoccupazioni dei cittadini?

"Sicuramente il problema grosso è che gli sbarchi sono destinati ad aumentare visto che andiamo verso l’estate e quindi ci sarà un aumento vertiginoso del numero dei migranti. Il punto, dunque, è che avremo sempre più momenti di emergenza e il dato di fatto è che non sappiamo più dove metterli. In questo momento il Viminale e il ministro Alfano non hanno idea di quale sia la situazione sui territori dove ormai la gente non ne può più. La problematica di andarli a collocare negli alberghi ha rivelato tutti i limiti perché le strutture interessate ad accoglierli ormai sono tutte sature; quindi mi chiedo: cosa altro faranno? Cominceranno a requisire le case sfitte o le case di vacanza per mettere i migranti?"

C’è chi sostiene che arrivare alla circolare del Viminale, dimostri il fallimento delle politiche di accoglienza. Qual è la sua valutazione?

"Decisamente sì e spiego il motivo: se ci fossero tempi stretti nell’identificazione dello status di profugo e quindi la decisione se la persona abbia realmente diritto a restare nel nostro Paese come profugo, allora avremo veramente la possibilità di poter accogliere. Invece oggi ci vuole oltre un anno per decidere se una persona ha diritto o meno al riconoscimento dello status di profugo; se poi questa persona fa ricorso, i tempi si allungano a quasi due anni e di conseguenza il fallimento è tutto lì, ovvero nei tempi di identificazione. L’effetto pratico è che noi abbiamo tantissime persone che non hanno diritto a restare in Italia e invece continuano a stare in albergo. E pagano sempre gli italiani". 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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