Omicidio Magliana, Meluzzi: "Sono i maschi buoni, affidabili e fedeli che uccidono le bambole". Ecco perchè

30 maggio 2016 ore 17:30, Americo Mascarucci
"Stiamo vivendo nell'epoca del maschio fragile, talmente onnipotente da non accettare il rifiuto di una donna".
Con questo apparente ossimoro (onnipotenza e fragilità che si mischiano fra loro) lo psichiatra Alessandro Meluzzi ad Intelligonews 
analizza l'ultimo grave fatto di sangue che si è verificato a Roma e che nelle ultime ore è stato ribattezzato dalla stampa come "omicidio della Magliana".
Il presunto assassino Vincenzo Paduano, guardia giurata di 27 anni, messo alle strette dagli inquirenti avrebbe confessato l'omicidio dell'ex fidanzata Sara di Pietrantonio di 22 anni trovata morta carbonizzata domenica mattina alla Magliana. 
L'uomo è accusato ora di omicidio volontario premeditato. Secondo gli inquirenti, alla base del barbaro omicidio, ci sarebbe stato il rifiuto della ragazza a riprendere con lui una relazione interrotta e resa ormai definitivamente morta per l'arrivo di un'altra persona nella vita di Sara.

Professor Meluzzi, ancora un ex fidanzato rifiutato e abbandonato che uccide l'ex ragazza, in questo caso dandole addirittura fuoco. Un tempo si diceva che i rifiuti aiutavano a crescere, oggi invece il rifiuto non viene accettato e sfocia in episodi di violenza come questo. Cosa sta avvenendo?
"C’è un’epidemia sociale che io ho definito la sindrome del maschio fragile, un maschio onnipotente, narcisista e allo stesso tempo incapace di accettare un abbandono, una perdita, incapace di autonomia e di frustrazione. Una specie di adolescente impazzito che uccide la bambola che non può possedere o la madre cattiva che l’ha abbandonato". 

Da dove nascono questi maschi fragili?
"Nascono dalla nostra società, una società in cui la liberazione del genere femminile non è stata accompagnata dal definito superamento della concezione patriarcale che vedeva la donna in una posizione di finta subalternità. Oggi una donna che si pone al mondo e si mostra autonoma nelle proprie scelte senza nascondere più la sua finta subalternità nei confronti del maschio, genera nei soggetti fragili, quelli cioè sopra citati, una depressione paranoica che può sfociare o nell'omicidio o nel suicidio. Non si accetta la possibilità di essere rifiutati dalla donna, come se solo al maschio fosse concessa la facoltà di rifiutare, di abbandonare, di tradire".

Eppure ancora una volta i primi commenti sul presunto assassino sono stati quelli di sempre: "Era una brava persona, un bravo ragazzo, una persona esemplare"?
"E' normale, i maschi fragili che uccidono non sono farfalloni infedeli. Questi ultimi rarissimamente diventano assassini proprio perché hanno sempre messo in conto la precarietà del rapporto e la promiscuità delle relazioni. Sono invece i buoni, quelli affidabili, quelli fedeli, quelli che paradossalmente le ragazze scelgono proprio per un senso di sicurezza, per la loro fedeltà, a non accettare il rifiuto Stiamo vivendo tuttavia un’epidemia sociale, una guerra fra i sessi. La donna che cerca sempre maggiori spazi di libertà e autonomia e l'uomo che fatica ad adeguarsi".

Il fatto che, come denunciato dagli inquirenti, nessun automobilista si sia fermato per soccorrere la ragazza che scappava dall'ex e chiedeva aiuto cosa sta a significare?
Può essere sintomo di tutto e di niente. Tuttavia non si tratta di uno stupro in metro avvenuto sotto lo sguardo impassibile dei testimoni. Vedere una ragazza di notte in strada che fa cenno alle auto di fermarsi può essere interpretata in mille e diversi modi, quindi non si può pensare automaticamente che stia scappando da un possibile assassino. Non mi sento francamente di condannare gli automobilisti che hanno tirato dritto. Quando si vedono cose strane o sospette su strada come in questo caso è sempre preferibile chiamare il 113. Fermarsi non sempre potrebbe essere la soluzione migliore e più sicura.

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