Referendum, Cacciari: “Riforma fa schifo, ma un sì di responsabilità. Altrimenti, crisi al buio"

30 maggio 2016 ore 16:14, Lucia Bigozzi
“Non è un voto sulla riforma di Renzi, bensì un sì di responsabilità per evitare un tracollo del governo con conseguenze misteriose per il Paese”. La legge così Massimo Cacciari, filosofo, la partita sul referendum costituzionale sulla quale il premier ha puntato la fiches della sua permanenza o meno a Palazzo Chigi. Nella conversazione con Intelligonews, mette da parte le aspirazioni politiche del presidente del Consiglio e si concentra sugli effetti per il Paese se a vincere dovessero essere i no. 

Lei è sempre stato molto critico con Renzi, ma non nel caso del referendum costituzionale. Perché e da dove ha origine l’evoluzione del suo pensiero?

"Ritengo che sia responsabile votare sì, onde evitare un tracollo del governo con conseguenze misteriose. Cosa si può fare? Si va a votare col proporzionale? E con chi e come? Mi pare del tutto assurdo. Non è un voto a favore di Renzi o a favore della riforma che fa schifo, è un voto sulla base di questo ragionamento". 

Referendum, Cacciari: “Riforma fa schifo, ma un sì di responsabilità. Altrimenti, crisi al buio'
Cosa risponde a quanti sostengono che alla fine, in nome della governabilità si sta sacrificando una fetta sempre più grande di rappresentatività?

"Rispondo che hanno ragione. Siamo in una situazione in cui bisogna valutare il meno peggio. E io credo che il peggio sia quello di dover andare a una crisi al buio, un eventuale nuovo governo non eletto dal popolo col compito di fare la riforma elettorale, perdita definitiva di ogni legittimità del parlamento perché come ne uscirebbe la classe politica intera da una bocciatura del referendum costituzionale? Sarebbe un fallimento totale, non si salverebbe nessuno. E allora il mio ragionamento è quello del meno peggio". 

C’è chi paventa il rischio di un dirigismo democratico e per questo evoca lo scenario di una Camera unica, del partito unico e via dicendo. Qual è la sua valutazione?

"Ma non c’entra nulla col referendum, sbagliato sovradimensionare questa cosa della riforma di Renzi che è un topolino marcio. Il discorso che prima lei faceva, è un grande discorso di principio sulla crisi della democrazia rappresentativa su base storico-politica ma non c’entra nulla con la riforma del premier: certo, anche la riforma di Renzi si inserisce in questo quadro, ma è una virgola in un romanzo di diecimila pagine…". 

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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