Partito dei moderati, Gandolfini: "Ad Alfano dico...Renzi distrugge la famiglia e poi ci dà il bonus bebè"

30 maggio 2016 ore 16:57, Marco Guerra
"Il Popolo del Family Day ha la memoria lunga e la mente sveglia, ci ricorderemo di chi ha fatto o non ha fatto il suo dovere per la famiglia". 
Il presidente del comitato promotore del Family Day Massimo Gandolfini commenta così l’eventualità della nascita di un nuovo polo moderato guidato da personaggi dell’attuale coalizione di governo. 
Parlando ad IntelligoNews, il neuro-chirurgo che ha guidato la piazza del Circo Massimo ritorna anche sui motivi dell’impegno dei Comitati per il ‘No’ al referendum costituzionale: "Va fermata la vocazione autoritaria di questo governo dimostrata durante l’iter delle unioni civili". 

Gandolfini come giudica la convention di presentazione dei comitati per il ‘No’ al referendum di ottobre? 
"La convention ha visto una partecipazione positiva sia dal punto di vista quantitativo sia qualitativo. Ho visto persone estremamente determinate, consce che spetti loro un impegno gravoso e altrettanto consapevoli di svolgere un ruolo importante per il Paese, perché la vera svolta nella difesa della famiglia e della struttura dell’umano dipenderà dal risultato del referendum di ottobre. E' quindi positivo il fatto che il nostro popolo abbia compreso le motivazioni che ci stanno muovendo”. 

Può ribadirle ancora?
"Non ci sono rivendicazioni personali e neanche di rivalsa rispetto al cattivo trattamento nei nostri confronti. Questo Governo presenta una vocazione autoritaria e centralista dimostrata in maniera inequivocabile nell’iter sulle unioni civili, con le due fiducie. Questa vocazione verrebbe agevolata dalla riforma che è pericolosissima e che noi vogliamo fermare con tutte le nostre forze".

I vertici del Pd hanno indicato l’agenda sui temi etici se dovesse passare la riforma?
"Assolutamente, purtroppo le unioni civili non sono un fungo nel deserto, sono solo il primo passaggio di una strategia contro la famiglia e contro l’umano che vede come tappe dichiarate l’eutanasia, l’adozione per tutti, la legalizzazione delle droghe, il divorzio express. Il centralismo del potere eliminerà di fatto qualsiasi barriera di confronto democratico a misure che sono in grado di rifondare antropologicamente la nostra società".
 
Lei ha detto che non vi venderete per un piatto di lenticchie, cosa intende?
"Innanzitutto va smontata questa giustificazione della semplificazione economica e legislativa. I risparmi fanno venire da ridere, il Senato delle regioni farà risparmiare rispetto all’attuale Senato qualcosa come circa 40 milioni di euro a fronte di una spesa strutturale di 800milioni. Se a questo colleghiamo il costo delle pensioni di reversibilità per le coppie dello stesso sesso considerando i conti fatti dal presidente dell’Inps Boeri che parlando di centinaia di milioni di euro, si capisce che cavalcare il cavallo del risparmio e della riduzione di spesa fa venire da ridere. 
Il secondo aspetto riguarda la semplificazione dell’iter legislativo che non può mai essere fatto a scapito della democrazia. Va salvaguardata la possibilità di trovare soluzioni condivise. Se invece conta solo la semplificazione dell’iter allora va ricordato a tutti che la forma di governo più snella è la dittatura, che bypassa il dibattito democratico. Arriviamo quindi al terzo aspetto, ossia la mancia di 80 euro alle famiglie. Ho spesso detto che questi sono meglio di una picconata sugli incisivi, ma nel momento in cui la famiglia è destrutturata, gli interventi spot non servono a niente se non a gettare fumo negli occhi.  La storia ci insegna che tutte le dittature hanno tolto la democrazia garantendo  i bisogni elementari. Nei Paesi comunisti ti davano  i libri di testo ma contemporaneamente bisognava andare alle scuole di partito".

E per le amministrative?
"Per quanto riguarda le amministrative resta valido l’invito a guardare bene i candidati e le liste. 

Intanto  Alfano annuncia che a ottobre darà vita ad un nuovo polo di centro-destra non a trazione leghista. Ma far ripartire un’area moderata pro-family proprio da quei soggetti che hanno appoggiato le unioni civili è un’operazione proponibile per voi?
"Anche noi avvertiamo la necessità di una grande svolta all’interno del movimento moderato e riformista, così come adesso le cose non vanno. Quindi auspicare la nascita di un soggetto politico che possa davvero rappresentare le istanze che il nostro popolo nelle due piazze ha mostrato, lo trovo sicuramente necessario ed importante. Ma questo è solo un grande contenitore poi bisognerà vedere i contenuti. Anche in questo senso valuteremo i programmi e le proposte e, ovviamente le persone. Anche il loro spessore conta. Ci sono persone che hanno pagato personalmente la coerenza fra le loro idee e le loro azioni, e ci sono state persone che lo hanno fatto molto meno. A questo punto anche questo diventerà un criterio di giudizio importante". 

Insomma chi proverà ad intercettare  i voti del Family Day dovrà ricordarsi che questo popolo ha la memoria lunga?
"Esatto, ha la memoria lunga e una mente sveglia! Non accetteremo mediazioni al ribasso, non accetteremo false mistificazioni, vogliamo vedere realmente come stanno le cose e la cosa più importante saranno proprio i principi antropologici. Non ci potranno comprare attraverso modifiche di ordine economico e finanziario, queste sono importanti per carità, ma prima dobbiamo tenere unita la famiglia. La politica che sta facendo Renzi può essere riassunta in questo modo: prima ti spezzo la gamba – ovvero prima ti frantumo la famiglia – dopo di che ti dò il gesso per ricomporre il femore – cioè il bonus bebè". 

Quindi non voterete a scatola chiusa operazioni di maquillage politico fatte da noti personaggi della politica? 
"Quel ci ricorderemo è a trecentosessanta gradi, non è da applicare solo all'attuale governo o a Renzi ma a tutti coloro che hanno o non hanno fatto fino in fondo il loro dovere nella tutela della famiglia". 






autore / Marco Guerra
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