Le parole della politica: da troie e puttanieri a esecutivo di scopo... il passo è breve

30 marzo 2013 ore 10:15, Paolo Pivetti
Le parole della politica: da troie e puttanieri a esecutivo di scopo... il passo è breve
'TROIE E PUTTANIERI'
(excursus da Battiato ai grillini).
L’accesso della società civile nelle stanze della politica, nazionale, regionale ed europea, comincia a dare i suoi frutti, anche da un punto di vista lessicale. Finalmente un tocco di stile nella morta gora di quell’oscuro, decrepito linguaggio che fu una volta il politichese, linguaggio lontano dal pulsare autentico della vita. Sono arrivati loro, siano essi musicisti o comici, gli esponenti della società civile a liberarci: sono quegli stessi liberatori che si stanno accingendo ad aprire il Parlamento come una scatola di tonno. Oh! Finalmente una buona circolazione d’aria pulita. E se è vero, come sosteneva Georges-Louis Leclerc conte di Buffon che “lo stile è l’uomo”, ne sentiremo delle belle dalla nuova umanità che si affaccia sulla scena sbandierando il suo nuovo stile! DAL QUIRINALE... Ma tra i vocaboli-chiave della settimana non possiamo certo ignorare, oltre ai due succitati pilastri lessicali, anche tutti quei lemmi, concetti, ardite metafore, che hanno ruotato come pianeti, a volte come asteroidi impazziti, attorno al tenace tentativo portato avanti dal Pierluigi pre-incaricato per rendersi credibile come futuro premier. Nobile tentativo, costellato senza risparmio di urgenza, proposte condivise, mandato condizionato, doppio binario, governo a bassa intensità, strada stretta, programma snello, convenzione costituente, maggioranza solida, ministri trasversali... mentre nel frattempo, da cieli più lontani e ostili, pervenivano confusamente minacciosi suggerimenti e voci inudibili, come larghe intese, esecutivo di scopo, governo del Presidente, figura istituzionale, governissimo (orrore degli orrori!), governo di concordia (no, pietà!) grande coalizione... Il tutto, per maggior verità di testimonianza, consacrato in diretta streaming. E' TUTTA QUESTIONE DI... Ma tra questi lemmi e concetti e fonemi che s’inseguivano senza pace, uno ha giganteggiato dominando la scena: è il concetto alto e nobile di responsabilità. Dobbiamo riconoscerlo: non si era mai visto prima d’ora, e ciò va ascritto a merito, fra i tanti, del pre-premier, che in una “comica delle torte in faccia”, soprattutto se trasmessa in diretta streaming, chi era oggetto e obiettivo non di uno, ma di dieci, cento, mille lanci, si appellasse con tanta chiarezza e lealtà alla responsabilità del lanciatore. Anche questo ci è stato dato di vedere. E di udire. La conclusione? Dice il Pierluigi pre-incaricato: “Consultazioni non risolutive”. E allora? Il mondo rimane col fiato sospeso: si farà un altro giro? Per fortuna nostra, e del mondo, al Colle siede un Saggio: “Decido io”. Il seguito è un’altra storia.        
autore / Paolo Pivetti
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