Le #dichiarazionichoc della settimana. Il peggio dal Palazzo

30 marzo 2013 ore 11:09, Francesca Siciliano
Le #dichiarazionichoc della settimana. Il peggio dal Palazzo
OBTORTO COLLE. Un Berlusconi in gran forma quello che da piazza del Popolo sabato scorso ha incendiato le sue truppe cammellate: «Se la sinistra prende anche il Quirinale è un golpe». In fin dei conti lui vorrebbe un moderato. E giustappunto propone Marcello Pera. Come dite? Pera non sarebbe un moderato? Perché no, potrebbe essere il moderatore dei suoi prossimi appuntamenti tribunalizi... FUOCO AMICO. Il giovane turco Stefano Fassina né è convinto: «Se Bersani deve camminare sui vetri e andare a sbattere contro un muro, è tutta colpa di Matteo Renzi». Divorzio (all'italiana) in vista? PERDIAMOCI DI VISTA. Marcello Dell'Utri, il non-ricandidato per eccellenza nelle liste Pdl, si è presentato nell'aula bunker del carcere Pagliarelli con un occhio molto arrossato. E incalzato dai giornalisti è sembrato punzecchiasse il Cavaliere: «Chissà, magari mi sono fatto venire l'uveite per solidarietà». A qualcuno, nel Pdl, la “battutina” pare non sia piaciuta... ODI ET (NON) AMO. Bersani ha chiuso la porta il faccia al Pdl. Questo inciucio proprio non s'ha da fare, dicono. Oh ragassi... «non si può al mattino annunciare la guerra mondiale e al pomeriggio proporre abbracci»... mica siam qui a contenere l'acqua con le mani. COMING OUT. Dopo il primo incontro ufficiale tra Napolitano e Grillo, il comico genovese ha twittato una dichiarazione al vetriolo: «Non lo chiamerò più Morfeo». Ha abbassato il tiro rispetto a prima quando (in più occasioni) s trovò a un passo dall'accusa di vilipendio. Ma ci tiene, davanti ai suoi, a dimostrare l'eterna scostanza nei confronti delle istituzioni. Peccato, però, che l'ha “incastrato” un fuori onda. Quello che si vede è un Grillo docile e pacato che confessa: «Il Presidente della Repubblica? Mi è piaciuto moltissimo». SILVIO THE BEST (BETTER THAN ALL THE REST). Michaela Biancofiore non smette di incensare il leader, economista ante litteram: «Silvio? È un uomo che ha fatto la storia, che conosce l'economia e che spesso ha anticipato dinamiche economiche mondiali. Le cose che ha detto ora le riconoscono in Italia e nel mondo». Alcune religioni ancora aspettano il Messia, giusto? POVERA PATRIA. Lo diceva lui, proprio lui. Anzi lo cantava, Franco Battiato: “Povera Patria/ Schiacciata dagli abusi del potere/ di gente infame, che non sa cos'è il pudore/ si credono potenti e gli va bene quello che fanno/ e tutto gli appartiene/ Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni”. Parola chiave: buffone. E l'ha dimostrato lui stesso: «Il Parlamento? Pieno di troie». Reazioni indignate da alte e basse cariche dello stato e cartellino rosso da parte di Crocetta che l'ha buttato fuori, con tanto di pedata nelle terga, da Palazzo d'Orleans. Sarebbe stato meglio continuasse a cantare, l'esimio. Che questa volta ha steccato. PARIGI VAL BENE UNA MESSA. Un agguerrito pidiellino, noto per la statura politica e morale, ha scritto: «Ringraziamo Bersani per il downgrading di Fitch» (8 marzo 2013). «Bersani è un irresponsabile opportunista» (11 marzo 2013). «Bersani è un avventurista» (16 marzo 2013). Poi: «I programmi di Pd e Pdl in economia sono sovrapponibili» (26 marzo 2013). Il brillante pidiellino si chiama Renato Brunetta. Negli ultimi 10 giorni deve essere cambiato qualcosa. Forse la possibilità di un approdo al governo, insinua qualcuno. Ma sono soltanto illazioni STELLE (S)CADENTI. «Bersani e Berlusconi sono padri puttanieri che ci prendono per il culo: abbiano il pudore di togliersi spontaneamente dai coglioni». Non ha usato mezzi termini Beppe Grillo e visti gli eufemismi (…) non sembra strana la simpatia che Battiato nutra nei suoi confronti. Anche perché, si sa, tra troie e padri puttanieri il feeling è scontato.          
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