Gli italiani vivono più a lungo. E tra donne e uomini si accorcia la distanza

30 marzo 2015, Micaela Del Monte
Nei 10 anni trascorsi dal 2002 al 2012, gli uomini hanno guadagnato 2,4 anni, mentre le donne 1,4 anni. E’ migliorato, sempre nel decennio, lo stato di Salute degli italiani che risulta complessivamente buono, con una diminuzione del tasso di mortalità infantile.

A sottolinearlo è la XII edizione del Rapporto Osservasalute (2014) presentata oggi a Roma all’Università Cattolica. 

Gli italiani vivono più a lungo. E tra donne e uomini si accorcia la distanza

I dati mostrano anche che nel 2011 il tasso di mortalità infantile è stato di 3,1 morti per 1.000 nati vivi, in diminuzione rispetto al 2006 in cui era di 3,4, un calo significativo che tende a "ringiovanire" leggermente il nostro Paese.

Bisogna notare però che un nato residente nel Meridione ha una probabilità di morire nel primo anno di vita 1,3 volte superiore rispetto a uno residente al Centro e 1,4 volte superiore rispetto a uno residente al Nord.

Quanto alla speranza di vita, è passata dal 2002 al 2012 per gli uomini da 77,2 a 79,6 anni e per le donne da 83 a 84,4 anni.

È da alcuni anni, comunque, che si assiste al riavvicinamento della durata media della vita di donne e uomini nonostante rimanga ancora consistente la distanza tra i due generi (+4,8 anni a favore delle donne nel 2012 contro i +5,8 anni nel 2002).

Permangono le differenze a livello territoriale: per entrambi i generi la Pa di Trento registra la speranza di vita alla nascita più alta, la Campania quella più bassa. Le malattie cardiovascolari costituiscono, ancora oggi, in Italia, uno dei più importanti problemi di Salute pubblica: esse sono tra le principali cause di morbosità, invalidità e mortalità.
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]