Meredith, Meluzzi: “Sollecito capro espiatorio. Da consulente di Guede vi dico la mia"

30 marzo 2015, Andrea Barcariol
Non usa giri di parole per criticare il modo di procedere della giustizia in Italia e le numerose lacune
Meredith, Meluzzi: “Sollecito capro espiatorio. Da consulente di Guede vi dico la mia'
nelle indagini. Intervistato da IntelligoNews, lo psichiatra Alessandro Meluzzi commenta le parole di Raffaele Sollecito durante la conferenza stampa di questa mattina e la vicenda che lo ha visto protagonista.

Raffaele Sollecito e Amanda Knox pronti a chiedere il risarcimento. E’ d’accordo?

«Il risarcimento mi sembra doveroso dopo una vita rovinata, hanno avuto danni biologici, esistenziali e materiali inenarrabili, il minimo che lo Stato possa fare è risarcirli».

Sollecito pochi minuti fa in conferenza stampa ha detto di sentirsi “un sequestrato tornato alla libertà”. Che idea si è fatto di questo personaggio?

«Io ho sempre ritenuto, dall’inizio, che loro fossero innocenti e che le indagini fossero state fatte con i piedi, essendo consulente di Rudy Guede non ho mai avuto dubbi su questo. Avevo invece molti dubbi sul fatto che potesse finire così, ma hanno avuto buoni avvocati che sono riusciti a ottenere l’affermazione di alcuni principi elementari di giustizia. Almeno da questo punto di vista Raffaele e Amanda sono stati fortunati, hanno avuto 4 anni di detenzione, gli anni più belli della vita rovinati».

L’avvocato Bongiorno ha definito il suo assistito, Sollecito, un “Forrest Gump”.

«Nel senso che sulla scena del crimine non c’era una sola prova che ci sia neppure transitato, è stato trascinato in questa vicenda per il forte alone somatico di Amanda».

Amanda però, inizialmente, aveva anche accusato ingiustamente Patrick Lumumba.

«Quello dipende probabilmente da come è stato fatto l’interrogatorio. Non sapeva neanche l’italiano ed è stata interrogata senza la presenza di un avvocato. Una cosa pazzesca, da Paese del terzo mondo. Un’indagine iniziata così per fortuna è finita in questo modo».

Sollecito ha definito il rapporto con la Knox: “Una storia di affetto tra due adolescenti”.

«Si conoscevano da 5 giorni ma si è parlato di amanti diabolici, lei era la mantide, la dark lady, anche i giornalisti nell’uso delle parole hanno scialato».

Unico colpevole quindi Rudy Guede.

«Lui ha raccontato tutta un’altra storia che è agli atti ma che nessuno è stato a sentire. Non ha mai chiamato in causa la Knox e Sollecito, nonostante avrebbe avuto grandi vantaggi nel farlo. Lui è stato condannato solo perché presente sulla scena del crimine. Guede ha raccontato di aver tamponato con un asciugamano Meredith dopo che lei era stata tagliata da due sconosciuti che erano entrati in casa e uno aveva lottato con lui tagliandogli una mano. Guede ha lasciato il water pieno delle sue deiezioni, praticamente è come se avesse messo una firma. E’ stato condannato come presente e fuggiasco ma probabilmente il suo reato è stato solo quello di omissione di soccorso. A causa di questa brillante indagine i veri colpevoli nessuno li ha mai cercati».

Quindi secondo lei neanche lui avrebbe dovuto essere condannato?

«Lui è l’unico che ha reso un racconto che stava in piedi».

Il giudice che in Corte d’Appello li assolse, Claudio Pratillo Hellmann, ha detto che dopo quella sentenza fu linciato dai colleghi e praticamente fu “costretto a lasciare la magistratura”. E’ arrivato anche per lui il momento della riabilitazione?

«Quel giorno c’era gente che gridava in aula, questo Paese ormai ha preso una deriva giustizialista che, in assenza dei colpevoli, porta alla ricerca di un colpevole, di un capro espiatorio per placare l’arena. Questo è francamente terrificante».
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