Sinodo, giù Kasper e su Caffarra: la "stella cometa" e quella nascente di Francesco

30 marzo 2015, Americo Mascarucci
La stella di Walter Kasper starebbe per oscurarsi? E’ iniziata la fase del declino per il potente teologo, fautore delle svolte sinodali sulla comunione ai divorziati risposati e l’accoglienza delle coppie gay? 

Sinodo, giù Kasper e su Caffarra: la 'stella cometa' e quella nascente di Francesco
Nulla di ufficiale naturalmente,
nessuna conferma, ma le indiscrezioni crescono giorno dopo giorno e sembrerebbero confermare l’immagine di un Francesco deciso, se non proprio ad estromettere, quanto meno a ridimensionare il potere di colui che, fino a ieri, è stato considerato il teologo di fiducia di Bergoglio.

Pare che il Papa sia rimasto molto perplesso dall’esito del sinodo straordinario dell’ottobre scorso, dove le tesi riformatrici di Kasper, contrariamente alle aspettative, non hanno riscontrato il gradimento che si pensava. Le relazioni sinodali sono state accolte molto freddamente sia quelle sulla comunione ai divorziati risposati che quelle riguardanti le convivenze civili e le unioni gay; non c’è stata quell’ampia maggioranza che Bergoglio considera essenziale per poter procedere speditamente sulla strada delle riforme. Kasper si sarebbe spinto troppo in avanti, bruciando le tappe di un percorso che forse avrebbe meritato maggiore cautela, al punto che anche diversi porporati tutt’altro che contrari alle riforme, alla fine sarebbero sembrati spaventati dalle innovazioni prospettate, ritenute troppo “di rottura” rispetto alla dottrina della Chiesa. 

Francesco avrebbe quindi preso la decisione di mitigare i progetti riformatori del cardinale austriaco, per tentare di arrivare al prossimo sinodo in programma ad ottobre con una maggioranza il più possibile ampia in grado di consentirgli comunque di dare delle risposte alle istanze che provengono dalla società; risposte tuttavia compatibili con la dottrina della Chiesa che resta la bussola da seguire. Insomma c’è l’esigenza impellente di coniugare innovazione e verità, perché la Chiesa non può in nessun caso venire meno a quelli che sono gli insegnamenti di Gesù dettati nel
Sinodo, giù Kasper e su Caffarra: la 'stella cometa' e quella nascente di Francesco
Vangelo. 

Secondo indiscrezioni Francesco starebbe lavorando quindi ad una mediazione con il fronte dei conservatori che hanno dato battaglia nei confronti delle tesi di Kasper, evidenziando come i progetti riformatori del teologo progressista rischino di entrare in contraddizione con la verità. Bergoglio è legato in modo particolare da amicizia e stima con due personalità del fronte tradizionalista e precisamente il Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede Gerard Muller e l’arcivescovo di Bologna Carlo Caffarra. 

Con quest’ultimo in particolare i contatti si sarebbero fatti frequenti negli ultimi tempi in vista della nomina del nuovo arcivescovo di Bologna prevista entro giugno, quando scadrà il periodo di proroga concesso da Bergoglio a Caffarra. Caffarra è uno dei firmatari del documento anti Kasper pubblicato alla vigilia del Sinodo, ma è stato anche uno di quelli che ha sempre evitato di entrare in contrasto con il Papa come invece ha fatto ad esempio l’ex Prefetto della Segnatura Apostolica Leo Burke rilasciando interviste alla stampa molto critiche verso il pontefice. Rumor sempre più insistenti riferiscono della volontà di Francesco di affidare proprio a Caffarra il compito di preparare una relazione in vista del sinodo ordinario di ottobre, una sorta di proposta di mediazione fra le diverse ed opposte istanze emerse nell’ultima sessione. Si tratta ovviamente di voci tutte da confermare, ma è evidente come per Francesco appaia necessaria la ricerca di una pacificazione all’interno dell’assemblea sinodale, evitando che su temi fondamentali e dirompenti si possa arrivare ad una rottura o peggio ad uno scisma come minacciato da più parti. 

Il Papa poi si starebbe rendendo conto di come i progetti di Kasper rischino seriamente di essere strumentalizzati e usati come un grimaldello per colpire la Chiesa. Appare chiaro come dopo il Sinodo di ottobre certi temi, primo fra tutti quello del riconoscimento delle unioni gay, abbiano subito una forte accelerata soprattutto in Italia; la levata di scudi di molti sindaci, che hanno trascritto in maniera illegittima le nozze fra omosessuali contratte all’estero e la presentazione del contestato disegno di legge Cirinnà stanno a dimostrarlo. I vescovi che hanno osato criticare queste iniziative, sono stati redarguiti dal mondo laico e dai soloni del relativismo etico, proprio facendo leva sulle aperture della Chiesa, fino a lasciar quasi intendere che chi si oppone ai matrimoni gay non sia nemico del Papa. Un corto circuito pericoloso che Francesco si sta rendendo conto di dover arrestare, pur senza indietreggiare di un millimetro rispetto al suo modello di Chiesa in uscita, accogliente ed inclusiva, misericordiosa verso tutti e pronta a confrontarsi senza pregiudizi con le sfide del mondo contemporaneo. 

Anche il segretario generale della Cei monsignor Nunzio Galantino considerato il più bergogliano dei vescovi italiani, negli ultimi giorni è dovuto intervenire più volte per ribadire come per la Chiesa non sia possibile riconoscere come legittimi i matrimoni fra persone dello stesso sesso, né tantomeno la possibilità per le coppie gay di adottare figli ottenuti con l’utero in affitto e con altri metodi da laboratorio. Il progressismo di Kasper dunque agli occhi del Papa meriterebbe di essere calmierato, superando il muro contro muro con i conservatori in favore di soluzioni condivise. 

A Caffarra potrebbe toccare quindi il ruolo del pontiere, elaborando una proposta di lavoro capace di incontrare se non proprio l’unanimità, quanto meno una stragrande maggioranza di consensi. 

L’ormai arcivescovo emerito di Bologna sarà disponibile ad accettare la sfida?

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