Sarkozy soffia voti alla Le Pen, ma il centrodestra non può cantare vittoria

30 marzo 2015, Americo Mascarucci
Sarkozy soffia voti alla Le Pen, ma il centrodestra non può cantare vittoria
Nicolas Sarkozy, l’ex presidente della Repubblica francese, ha vinto le elezioni amministrative ed è pronto a ricandidarsi fra due anni alla guida dell’Eliseo da dove fu “cacciato” tre anni fa dopo aver perso la sfida con il socialista Francois Hollande.
 
La destra francese, dunque, non soltanto ha rialzato la testa dopo la sonora sconfitta delle ultime presidenziali, ma sembra aver conseguito anche l’obiettivo di arrestare l’avanzata della destra estrema, il Front National di Marine Le Pen che non è riuscita a conquistare nessuna provincia pur avendo incrementato il numero di consiglieri. 

L’obiettivo di Sarkozy sembra essere proprio quello di “svuotare” il partito di Marine Le Pen per recuperare il consenso dei tanti elettori gollisti che negli ultimi tempi, delusi dalle politiche dell’Ump, avevano rivolto lo sguardo e il voto verso la destra più estrema. Voti in uscita che ora l’ex presidente intende recuperare totalmente, sposando e rilanciando molti dei temi lepenisti. Non è un caso che Sarkozy abbia spinto l’acceleratore su battaglie prettamente di destra come il contrasto all’immigrazione e la difesa dell’integrità nazionale. 

Ha fatto molto discutere nelle scorse settimane l’iniziativa di alcuni sindaci gollisti che sul proprio territorio hanno vietato l’introduzione di menù alternativi per gli alunni islamici nelle scuole pubbliche. Molti erano convinti che Sarkozy, così come in passato difese il diritto delle alunne musulmane di frequentare le scuole statali con il velo, avrebbe stigmatizzato l’iniziativa di questi suoi sindaci. Invece, in piena campagna elettorale l’ex presidente non soltanto ha difeso i primi cittadini protagonisti dell’iniziativa ma è arrivato a sostenere che “la scuola pubblica non può introdurre menù alternativi per questioni religiose, chi non vuole il maiale nelle mense mandi i propri figli a studiare nelle scuole private musulmane. La scuola statale è laica e tale deve rimanere”. 

Una posizione che ha fatto guadagnare consensi alla destra, ma che in altri tempi sarebbe stata probabilmente sostenuta soltanto da Marine Le Pen. Invece, ecco che Sarkozy spiazzando tutti ha fatto breccia in un’opinione pubblica ancora scossa dal massacro di Charlie Hebdo. 
Un’opinione pubblica che, al di là delle smentite di circostanza e della retorica buonista, è profondamente anti islamica, indignata e preoccupata dal rischio del fondamentalismo e poco propensa ad accettare che i musulmani “dettino legge” nelle scuole o negli uffici pubblici avanzando pretese, dal velo ai menù alternativi. 

Sarkozy lo ha capito e ha così deciso di gettare alle ortiche il moderatismo sposando, invece, la pancia del Paese e superando il Front National sul suo stesso terreno. Lotta all’immigrazione, legalità, difesa delle tradizioni sono questi i nuovi cavalli di battaglia della destra gollista, decisa a riconquistare il potere ad ogni costo e con ogni mezzo anche correndo il rischio di apparire troppo appiattita su posizioni lepeniste. 

Ed è stata proprio questa l’accusa che i socialisti durante la campagna elettorale hanno rivolto all’indirizzo di Sarkozy, cercando di evidenziare proprio il tentativo dell’ex presidente di sposare le posizioni più estremiste per attirare a sé l’elettorato del Front National ed accreditarsi come interlocutore privilegiato delle frange più estreme. 

Un’accusa che tuttavia è stata rispedita al mittente dagli stessi elettori, che hanno premiato il partito di Sarko e umiliato i socialisti del presidente Hollande; i quali oggi non trovano di meglio da fare che consolarsi per la mancata conquista delle amministrazioni da parte del Front National. 

Va detto che la polemica inerente i menu alternativi nelle scuole ha consentito al leader gollista di conquistare anche il voto centrista cattolico; perché, pur difendendo apparentemente il principio di laicità della scuola pubblica, è apparso evidente a tutti l’obiettivo di riconfermare la tradizione “cristiana” della società francese, fino a disconoscere il diritto dei musulmani di imporre le proprie abitudini alla maggioranza dei francesi. 

La vittoria di Sarkozy ha ora riacceso anche speranze di contagio in Italia, da parte degli stessi che in passato hanno gioito per la sconfitta del presidente gollista nella sfida con Hollande. 

Il riferimento è ai berlusconiani che improvvisamente sembrano aver dimenticato le risatine della coppia Sarko-Merkel all’indirizzo dell’ex Cavaliere e sono tornati a guardare a Parigi e dintorni. Peccato che Forza Italia non sia l’Ump e rischi, non di fagocitare, ma di essere fagocitata dalla Lega Nord, il Front National italiano. Perché è Salvini ad aver inseguito e superato Berlusconi sul terreno dell’antipolitica non viceversa. 

Sarkozy punta all’elettorato di Marine Le Pen ma senza compromettersi con l’estrema destra rifiutando apparentamenti laddove si renderà necessario un altro turno elettorale; in Italia Berlusconi è invece costretto ad aggrapparsi alla scialuppa di Salvini per non affondare.

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