Brasile nel caos alla vigilia delle Olimpiadi e Rousseff non va (neanche) da Obama

30 marzo 2016 ore 8:22, Andrea De Angelis
Gli occhi del mondo sarebbero dovuti essere puntati sul Brasile dal 5 al 21 agosto per le attesissime Olimpiadi. Il mondo invece guarda al Brasile già da qualche settimana e lo farà con ogni probabilità ancor di più nei prossimi giorni. In gioco non sono le medaglie, ma la tenuta del Governo e di un intero Paese. 

Il presidente brasiliano Dilma Rousseff ha annullato il suo viaggio negli Stati Uniti dove avrebbe dovuto partecipare a un vertice internazionale sul nucleare. La decisione è arrivata dopo che il Paese è ripiombato nell'instabilità politica. Rousseff avrebbe dovuto a lasciare il Brasile mercoledì mattina per partecipare al quarto Vertice sulla Sicurezza Nucleare che si terrà a Washington questa settimana. Il presidente brasiliano ha dovuto affrontare un'ondata di malcontento pubblico a causa della crisi economica che sta colpendo il paese e di un grosso scandalo di corruzione. Martedì il Partito del Movimento Democratico Brasiliano ha lasciato la coalizione di governo, lasciando il presidente con ancora meno alleati. 
Il Pmdb – che è il maggior partito del Paese sudamericano, oltre ad avere il maggior numero di rappresentanti in Parlamento – è determinante per l’approvazione o meno del processo di impeachment contro la Rousseff. Il crollo della coalizione di governo potrebbe dunque accelerare la messa in stato di accusa della presidente, già in grande difficoltà per via della recessione economica, degli scandali di corruzione e delle proteste di piazza.

Brasile nel caos alla vigilia delle Olimpiadi e Rousseff non va (neanche) da Obama
Intanto anche Petrobas alimenta la tensione. Secondo i sindacati, il gruppo petrolifero brasiliano al centro dell’inchiesta sui fondi neri (Lava Jato) che ha coinvolto l’ex presidente Inacio Lula da Silva, si appresta a tagliare dodicimila posti di lavoro. Lo ha riportato il quotidiano Folha di San Paolo. Petrobras dal canto suo nega che esista un piano di snellimento, ma i sindacati sostengono che a breve verrà presentato nel dettaglio il programma di “dismissione volontaria”. Si tratterebbe di una riduzione del 15% dell’organico complessivo, che conta 78mila persone.  
Come ricorda Il Fatto Quotidiano, il colosso statale brasiliano del petrolio l’anno scorso ha subito perdite pari a 34,8 miliardi di reais (oltre dieci miliardi di euro), un risultato ancora peggiore del 2014, quando vennero annunciati debiti per 21,5 miliardi di reais.
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]