Pensioni flessibili: sindacati uniti pronti alla mobilitazione contro le 5 ipotesi di Governo

30 marzo 2016 ore 11:49, Luca Lippi
Le ipotesi di riforma delle pensioni sono diverse, tanto se ne parla ma ancora non si riesce a trovare una quadra che sia realizzabile, o più realizzabile dell’attuale riforma Fornero che ormai naviga incontrastabile (parrebbe) fra slogan persecutori e disfattisti e riflessioni meno “aggressive”. Poiché tutto è migliorabile, e nessuno possiede l’infallibilità, è ora il turno di prendere una decisione se cambiare, modificare, vessare per il bene comune…tutte cose che richiedono una responsabilità ma che restano piuttosto complicate da esercitare giacché un capro espiatorio esiste!
E allora tutti dicono una cosa e nessuno dice realmente niente, o niente che abbia modificato la situazione, fatte salve le salvaguardie che comunque non rendono gli anni di vita consumati dalle vittime nell’attesa.

Pensioni flessibili: sindacati uniti pronti alla mobilitazione contro le 5 ipotesi di Governo
Tra piani di prepensionamento come quota 100, mini pensione, quota 41 e uscita a 63 anni e sette mesi di età con 20 anni di contributi e introduzione dell’assegno universale, sono diverse le novità per le pensioni ancora in discussione e su cui non si riesce a trovare un punto di accordo (ovviamente). Le ultime notizie riportano poi ancora differenti posizioni da parte di autorevoli esponenti dell’esecutivo e del presidente dell’Istituto di Previdenza Boeri.
A conclusione di tutto questo ecco i sindacati che trovano un motivo e una occasione irripetibile per dare un segno tangibile della propria esistenza, e (colpo di scena) sono pronti alla mobilitazione l’uno al fianco dell’altro. Cgil, Cisl e Uil pronti alla mobilitazione nazionale il 2 aprile.
Tema della manifestazione,  rivendicare il diritto alla pensione e alla flessibilità in uscita dal lavoro. I sindacati avanzano le seguenti proposte: aprire le porte dell'Inps già a partire dai 62 anni di età, attraverso un sistema a quote ed una penalità che risulti "sostenibile" per i pensionandi. La proposta più nota è la quota 97 fatta da 62 anni di età e 35 di versamenti, ma sul tavolo c'è anche il progetto avanzato dal Presidente Inps Boeri che suggerisce l'uscita a 63 anni con 20 di contribuzione. Entrambe prevedono l'applicazione di una penalità massima inferiore al 10%. Poi c’è il nodo dei lavoratori precoci e degli esodati.
La risposta del governo dovrebbe essere già stata notificata, ricordiamo tutti che lo stesso premier qualche settimana fa aveva invece detto che nonostante sia ben chiara la necessità di aumentare le pensioni minime, al momento non è possibile perché mancano le risorse economiche necessarie, figurarsi andare a ritoccare il sistema nel suo complesso.
Qualcuno avrebbe anche sparato la notizia che si torni a parlare di bonus di 80 euro da estendere anche ai pensionati, i soliti malpensanti, o burloni.

autore / Luca Lippi
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