Crollo Italia, ma non è colpa della Germania e del gioco. Troppo ricambio generazionale?

30 marzo 2016 ore 18:05, Micaela Del Monte
Gli interpreti sono quelli che sono. Antonio Conte ha dovuto fare i conti con un'Italia "povera", non pessima, ma sicuramente non allo stesso livello della nazionale di qualche anno fa. I giocatori che ha disposizione il Ct azzurro di certo non sono pari ai vari Cannavaro, Del Piero, Pirlo, Totti e gli altri che hanno fatto la storia dell'Italia nelle competizioni internazionali degli anni scorsi. Giovani sì, ma forse non dello stesso spessore che siamo stati abituati a vedere e non dello stesso spessore del tecnico che siede sulla panchina. 

La colpa di certo però non è dei giocatori, ma dalle lacune di formazione che hanno i giovani calciatori, così come la colpa va alle squadre di club che continuano a non puntare sui nostri nazionali preferendo giocatori esteri che vengono a fare carriera nel nostro campionato per poi fare grandi le nazionali degli altri. 

Il crollo degli azzurri ieri sera non è certamente imputabile semplicemente agli interpreti, come non può essere colpa semplicemente di Antonio Conte che anzi, durante l'amichevole contro la Spagna di qualche giorno fa, aveva dimostrato di aver lavorato alla grande su un gruppo che per forza di cose è costretto a incontrarsi di rado. Ieri a fare la differenza è stata sicuramente una grande Germania, la Germania campione del Mondo che in Brasile due anni fa ha dimostrato di non poter avere rivali. Così è stato anche ieri sera e a pagarne le conseguenze è stata un'Italia umile e "piccola" rispetto ai giganti di Joachim Lew.  Troppo forti, più veloci, più grintosi e soprattutto con più qualità in campo. Ed è esattamente questo che manca all'Italia di Conte. Il gruppo c'è, e sembra esserci anche l'affinità tra i giocatori e i reparti, manca forse la sostanza nonostante molti degli interpreti di martedì sera abbiano un ruolo di prim'ordine nelle loro squadre. Segno questo che anche il nostro campionato non è certo allo stesso livello dei campionati esteri e a dimostrarlo è sicuramente il risultato che i club italiani continuano a non ottenere in Europa. Champions League e Europa League ormai non hanno più "bandiere azzurre" a rappresentarci. 

Le prove per gli Europei francesi ormai sono terminate e ora l'ultimo test è proprio quello sul campo di Euro 2016 in cui, nei gironi, l'Italia affronterà il primo club internazionale per Ranking Uefa, ovvero il Belgio, l'Irlanda e la Svezia. Non un girone facilissimo, ma gli azzurri dovranno metterci soprattutto il carattere visto che forse non si può contare su molto altro. 
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