La Russa: "Bertolaso-Marchini? Due debolezze unite pro-Meloni. Spiazzeremo con una terza gamba..."

30 marzo 2016 ore 16:04, Lucia Bigozzi
“Bertolaso-Marchini? Non è uno scenario di centro ma uno scenario di debolezza: sono due debolezze che se unite, non fanno una forza. Anzi anche in quel caso favoriscono la corsa della Meloni”. Non ha dubbi Ignazio La Russa, parlamentare e co-fondatore di FdI nel commentare le grandi manovre nel campo del centrodestra all’ombra del Campidoglio. Nella conversazione con Intelligonews svela un sondaggio choc, lancia un appello a Storace e anticipa una mossa a sorpresa...

Prove generali di centro? Bertolaso converge su Marchini o viceversa, mentre Salvini e Meloni rimangono a destra. E’ così?

«Non è uno scenario di centro, è uno scenario di debolezza quello che lei chiama ‘centro’. Aggiungo che due debolezze, se unite, non fanno una forza. Bertolaso e Marchini sanno bene di essere due debolezze che pregiudicano una crescita di tutto il centrodestra e l’uno cerca di ottenere il vantaggio della somma dell’altro, ma nella realtà se questo si verificasse sarebbe per noi di FdI una situazione favorevole».

Perché? 

«Auspico che Bertolaso comprenda che deve convergere sulla Meloni e lo stesso Marchini: siccome dice di essere di centrodestra potrebbe farci un pensiero e dimostrarlo anche se credo che questo non succederà. Se i due esponenti della debolezza si sommeranno tra di loro, uno dei due avrebbe una parte dei voti dell’altro ma ne cederebbe una parte alla Meloni». 

Come fa a esserne così sicuro?

«Abbiamo un sondaggio specifico calibrato sull’ipotesi di convergenza tra Bertolaso e Marchini, dati al 15 per cento mentre la Meloni sale di due punti e va al 22 per cento senza Storace e si porta a soli due punti da Giachetti; con Storace supera Giachetti; quindi fermo restando che la migliore soluzione per battere la sinistra è convergere sul candidato unanimemente riconosciuto come il più forte, ovvero la Meloni, qualunque sondaggio lo può evidenziare e non posso non pensare che Berlusconi non abbia un sondaggio e non conosca la situazione. Se poi vogliono convergere tra loro due, ben venga: noi non siamo contrari; almeno ci sarà più chiarezza».  

Meloni e Salvini a destra e a destra è anche Francesco Storace. Due destre a destra: non rischiate il flop elettorale?

«Storace si è sempre presentato al voto con il suo partito. Tutti dimenticano che lui non è figlio della diaspora della destra ma prima della nascita del Pdl lui ritenne di farsi un suo partito che tuttavia non ha avuto grande successo elettorale, come dimostra l’esito alle ultime politiche. Da questo punto di vista non è una novità e forse, sarebbe il caso, e lo dico da amico personale di Francesco Storace, che vi sia una convergenza sulla Meloni. Ci sono incomprensioni in tutti i partiti ma è anche vero che esiste la realpolitik dei numeri e dei pesi. Così come noi di FdI che oggi stiamo al 4-5 per cento ma prima eravamo al 2, eravamo consapevoli del nostro rapporto con Fi e con la Lega, abbiamo mantenuto sempre pari dignità mentre il pari peso lo danno gli elettori. Ripeto: ci possono essere state incomprensioni reciproche ma poi esiste la realpolitik e la consapevolezza che ciascuno deve avere del proprio peso elettorale. Se avviene questo, non escludo possa esserci una convergenza, così come credo che qualunque cosa facciano Bertolaso e Marchini, noi potremmo avere soluzioni anche al centro, con una terza gamba di centro».

A chi si riferisce? A un pezzo di Forza Italia? 

«Date tempo al tempo e avrete notizie. Io preferisco la ricostituzione del centrodestra unito e mi auguro che Berlusconi apprezzi la visione nel modo che gli è più congeniale e non solo a Roma; se questo non si verificasse credo che nessuno potrà lamentarsi se a Roma accanto all’alleanza FdI-Lega e magari anche con Storace, possa nascere anche una volontà di trovare una terza gamba di centro che supporti la nostra battaglia che è anche una visione italiana del centrodestra che ha una sua specificità e non è paragonabile né sovrapponibile allo schema francese cui tutti vorrebbero spingerci. Non è così e da noi non funziona così»

La grande coalizione di centro, oggi come oggi ha senso? 

«E’ una piccola coalizione di centro quella ipotetica tra Bertolaso e Marchini e lo dice il sondaggio: stanno al 15 per cento, mentre noi siamo al 22. Penso che sarebbe autolesionismo e un vero peccato se avvenisse e penso anche che chi in questo momento consiglia Berlusconi, lo faccia più per le proprie sorti personali che per altra causa. Sono convinto, invece, che un centrodestra organico che esprime posizioni anche differenti ma unite da un comune programma e un comune sentire è la strada per vincere e far decollare lo schieramento oggi a Roma e domani in Italia»

Bertolaso-Marchini, alias Patto del Nazareno? Ma non ha portato male già una volta? 

«Non credo che Berlusconi voglia favorire Renzi in questa campana elettorale. Credo che lui all’inizio ha detto di convergere sulla Meloni, poi la questione della gravidanza e la rottura con Salvini hanno cambiato la sua linea; certo è che il perseverare su una posizione minoritaria e di sconfitta come quella Bertolaso-Marchini sia anche senza patto, un Nazareno. In altre parole: può darsi che non ci sia il Patto ma è un Nazareno»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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