Attenti al Canone: possibili autocertificazione e scorporamento, ma si rischia il carcere

30 marzo 2016 ore 13:48, Luca Lippi
Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza perché la confusione è tanta e il terrore serpeggia fra le parabole (e non solo quelle sui tetti). Mancano ancora due decreti che il governo deve scrivere prima di confermare l’operatività del pagamento del canone Rai in bolletta, e quindi ci potrebbero essere modifiche e soprattutto soluzioni ai quesiti più disparati degli ultimi giorni e soprattutto al gran pasticcio che si sta concretizzando con la procedura adottata.

Attenti al Canone: possibili autocertificazione e scorporamento, ma si rischia il carcere
L’unica certezza è che per non pagare il canone, fatto salvo il non possesso della tv, basta seguire due semplici mosse dopo aver scaricato il modulo di autocertificazione:
1) Compilazione del modulo ed invio con raccomandata entro il 30 aprile 2016 per poter avere l'esenzione valida dal 1 gennaio 2016 al 31 dicembre 2016 per chi sceglie la modalità di invio con raccomandata a/r all'Agenzia dell'Entrate, Ufficio di Torino, 1, S.A.T.- Sportello Abbonamenti TV- Casella postale 22, 10121 Torino.
2) Invio tramite modalità telematica del sito Agenzia dell'Entrate, la scadenza è prevista per il 10 maggio 2016 e vale per tutto il 2016 come sopra. Tale dichiarazione sostitutiva può essere resa anche dall'erede. Si considera apparecchio televisivo tale per cui vi è l'obbligo di pagare l'imposta TV, una televisione che riceva il digitale terrestre o il segnale satellitare. I pc o monitor anche se consentono la visione di programmi via Internet, non prevedono l'obbligo del pagamento del canone, ma non devono ricevere il segnale radiotelevisivo via digitale o satellitare.
In caso di ritardi invece l'esenzione dal pagamento varrà solo dal 1 luglio 2016 al 31 dicembre 2016, mentre dovrà essere pagato il semestre gennaio-giugno.Nel 2017 la dichiarazione andrà presentata dal 1 luglio 2016 dell'anno precedente al 31 gennaio. La dichiarazione ha validità annuale quindi va ripresentata ogni anno.

Per tutto il resto, al momento si conosce che le vedove/i con un’utenza ancora intestata al marito/moglie defunto/a la voltura del contratto avviene d’ufficio, per cui automaticamente, e ha un costo, 25 euro.
Si può scorporare senza correre il rischio di vedersi interrotta l’erogazione della fornitura elettrica, in tempi di crisi e di difficoltà economiche, è anche possibile che l’utenza comprendente il canone non possa essere pagata per intero. In questo caso, l’Agenzia delle entrate spiega che la priorità va alla fornitura elettrica per evitare il distacco della corrente. Ma l’utente si vedrà addebitare in questo caso, oltre alla quota del canone, sanzioni e interessi. Non si rischia il taglio nemmeno in caso di pagamento solo del consumo elettrico.
Riguardo i rischi per dichiarazioni mendaci, qui c’è qualche contraddizione: la Legge di Stabilità dice che con dpr del 2000 (il numero 445), Codice Penale, articolo 482, che si riferisce a “Falsità materiale commessa dal privato”, è prevista una condanna al carcere da 8 mesi a 4 anni.
In realtà si configurerebbero i reati relativi all’articolo 483 c.p. prevede che chiunque attesta falsamente al pubblico ufficiale, in un atto pubblico, fatti dei quali l'atto è destinato a provare la verità, è punito con la reclusione fino a due anni. Se si tratta di false attestazioni in atti dello stato civile la reclusione non può essere inferiore a tre mesi.
Ancora, è punito con la reclusione da uno a sei anni chi dichiara o attesta falsamente al pubblico ufficiale l’identità, lo stato o altre qualità della propria o di un’altra persona (articolo 495 del codice penale).
Viene poi espressamente punita anche l’esibizione di un atto falso. Il decreto prevede infatti che l'esibizione di un atto contenente dati non rispondenti a verità equivale ad uso di atto falso.  In questo caso il reato viene commesso se c’è consapevolezza che quanto è dichiarato nell’autocertificazione non corrisponde al vero. Dunque 4 anni di reclusione sarebbero veramente esagerati per il mangiatore “di frodo” di frittatona davanti alla partita della nazionale.

autore / Luca Lippi
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