Rampelli (FdI): “Berlusconi su Marchini? Non ci credo. Ma potrebbe succedere un'altra cosa..."

30 marzo 2016 ore 16:06, Andrea Barcariol
Intervistato da IntelligoNews, Fabio Rampelli, capogruppo di Fratelli d’Italia a Montecitorio, analizza a 360 gradi gli scenari che si potrebbero aprire nella corsa per il Campidoglio, scarta l’ipotesi del ticket Marchini-Bertolaso e individua le priorità da perseguire.

Si profila un ticket Marchini-Bertolaso. Perché Berlusconi torna da Alfano pur di non sostenere la Meloni?


«Guardi noi abbiamo iniziato la campagna elettorale e stiamo parlando dei temi concreti che interessano ai romani perché la città è allo sbando. E’ indispensabile quindi far prevalere il confronto tra i candidati sui contenuti e magari si scoprirà che su alcuni temi c’è sintonia senza continuare a incaponirsi su queste beghe che non interessano a nessuno».


Rampelli (FdI): “Berlusconi su Marchini? Non ci credo. Ma potrebbe succedere un'altra cosa...'
Se dovesse indicare tre priorità per i romani?


«Purtroppo ce ne sono un’infinità. La prima è la sicurezza, solo parzialmente di competenza capitolina, con l’invasione dei migranti e un sistema di accoglienza che ha generato un sovrannumero che la città non riesce a governare. C’è poi il problema del degrado urbano, soprattutto nelle periferie, e il tema drammatico della manutenzione stradale con incidenti all’ordine del giorno. Altra priorità sono i rifiuti: siamo convinti che si debba puntare sul rilancio della  differenziata che fu portata con l’amministrazione di centrodestra dal 17% al 40% e siamo convinti che con Giorgia Meloni sindaco si possa arrivare al 70-75%, avvicinandoci al modello San Francisco. Ci sono anche le questioni Ama, che può diventare una realtà industriale importante, e Atac che sembrerebbe destinata al fallimento, ma noi vorremmo provare a salvare».

Sono proposte fattibili alla luce del bilancio disastroso di Roma Capitale?


«Roma si può considerare oltre che capitale d’Italia e della cristianità anche capitale del Mediterraneo, quindi ha bisogno di poteri speciali come hanno Londra, Parigi, Madrid, altrimenti non si può governare. Servono trasferimenti di risorse adeguate per erogare servizi a cittadini che pagano tasse salatissime. Per ora Roma Capitale è solo un titolo nella Costituzione, tutti i decreti attuativi per trasferire i poteri dallo Stato e dalla Regione non sono stati messi in campo, quindi i poteri sono rimasti gli stessi, simili a qualsiasi altro comune».

A proposito di problemi ereditati, il sindaco Marino ha presentato  il suo libro “choc”. Crede che possa incidere sulla campagna elettorale?


«La caratteristica principale del sindaco Marino è stata quella di essere disconnesso dalla realtà territoriale, sociale, culturale e produttiva. Lui si definiva “un marziano a Roma”, io penso che un sindaco che non conosce la città difficilmente possa entrare in sintonia con la gente a cui deve proporre soluzioni convincenti rispetto a problemi drammatici. Questo è il suo principale fallimento. Voglio ricordare che mentre la capitale era invasa da disperati e il ministero degli Interni attribuiva a Roma 500 migranti da ospitare, lui scriveva a Renzi e Alfano per chiederne molti di più. Quando l’ideologia è al di sopra del buon senso».

Nel 2013 Marchini voleva presentarsi alle primarie del Pd, ora è sul fronte opposto e potrebbe essere appoggiato da Forza Italia, oltre che da Ncd. Perché vanno di moda questi candidati intercambiabili?

«Non credo che Berlusconi possa spostare Forza Italia su Marchini perché una spaccatura così inconciliabile con la visione e la filosofia del centrodestra rischierebbe di diventare un punto di non ritorno, anche per gli scenari futuri e noi abbiamo bisogno di un centrodestra coeso, che ritrovi la sua vocazione originaria e si allarghi. Penso che Berlusconi, anche leggendo i sondaggi, possa rendersi conto che di tutto può avere bisogno lui e il suo partito tranne che di spaccarsi ulteriormente».

Crede che una parte di Forza Italia si sposterebbe sulla Meloni?


«Va da sé che in un’alleanza con Marchini l’elettorato di Forza Italia seguirebbe comunque Giorgia Meloni e non risponderebbe a questo ipotetico accordo di vertice che per me resta una fantasia. Su Marchini abbiamo ricordato noi la sua provenienza, ma io non mi stupisco dei percorsi che fanno le personalità politiche che possono avere una maturazione nella propria sensibilità. Il punto è che queste realtà possono contribuire alla costruzione di un’alleanza ma non passare da una potenziale candidatura a sindaco da parte del Pd a quella di sindaco del centrodestra».

Bertolaso alla domanda se la Meloni fosse fascista ha risposto: “Nessuno dovrebbe rinnegare la propria storia”. Cosa replica?


«Noi stimiamo Bertolaso, gli siamo stati vicini fin dal principio, quando il suo partito ancora non lo sosteneva, quindi non mi indurrà a parlarne male. Ritengo che sia una persona brava, competente e che possa essere utile al centrodestra romano. Io faccio il tifo per una soluzione di compattamento del centrodestra e sono convinto che Berlusconi, presto o tardi, possa tornare a essere il collante di questa coalizione».



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