Trono gay, Mario Adinolfi: "Messaggio Lgbt come una tassa. Pronta proposta di nozze gay a The Voice"

30 marzo 2016 ore 16:04, Lucia Bigozzi
“Il messaggio Lgbt nelle trasmissioni ormai è diventata una tassa da pagare nelle fiction di prima serata, comprese quelle della Rai”.  Non ci gira intorno Mario Adinolfi, giornalista, direttore de La Croce e candidato sindaco di Roma per il Popolo della Famiglia, nella conversazione con Intelligonews commenta il “trono gay”, novità di “Uomini e donne”, ma anche un caso che tira in ballo Elton John. Poi una chiosa sulla battaglia per Roma con stoccata alla “destra che fu”…

La trasmissione “Uomini e donne” da settembre avrà anche un “trono gay”, non per fare scandalo come ha dichiarato la De Filippo, ma per “trasmettere le normalità”. Qual è la sua valutazione? 

Trono gay, Mario Adinolfi: 'Messaggio Lgbt come una tassa. Pronta proposta di nozze gay a The Voice'
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Ormai è diventato obbligatorio il messaggio Lgbt nelle trasmissioni di grande intrattenimento. L’abbiamo visto, è come una tassa obbligatoria per ogni fiction di prima serata, persino su Rai 1. Anticipo in esclusiva per Intelligonews che The Voice of Italy, il simil X-Factor di Rai 2, ha già registrato una puntata in cui pare ci sarà una richiesta di matrimonio per una delle cantanti di un gruppo, la cui compagna si inginocchierà con un anello davanti a lei, in prima serata sulla tv pubblica».

Scusi come fa esserne così sicuro?

«Lo so perché conosco la registrazione che, peraltro, è un modello narrativo platealmente ripreso da Italia’s got talent di Sky che l’anno scorso ha fatto la stessa cosa. Tutto ciò è semplicemente un clichè: non può esserci trasmissione di prima fascia senza questo pedaggio pagato al conformismo»

Secondo lei, perché?

«Io chiedo di avere analoga attenzione per una giovane coppia e per le difficoltà che vive nel costruire una dimensione familiare; chiedo analoga attenzione per il sostegno alla famiglia giovane e magari ai quei ragazzi e ragazze che si sposano e fanno molti figli, costruendo una famiglia numerosa ed esponendosi ad un oggettivo rischio povertà, perché scelgono la vita. Cosa c’è di più interessante e intrigante di storie come queste? Invece, ormai, si sceglie il clichè della coppia gay che può costruire lustrini e paillettes attorno a sè»

Sui siti online e i social network è rimbalzata la notizia dell’accusa di molestie sessuali ad Elton John da parte della sua body guard. Al di là del caso in sé peraltro ancora tutto da chiarire, ci sono interrogativi che lei si pone?

«Non è mia abitudine discutere di accuse, soprattutto di accuse rivolte a personaggi famosi, da persone che magari possono trarne un giovamento. Io voglio parlare di alcuni fatti accertati. A Roma due mesi fa, c’è stato l’arresto di un noto pr gay che ha ricattato sessualmente una trentina di 14enni e per questo è stato messo in carcere. Noi, per avere la notizia su un giornale, abbiamo dovuto attendere due mesi: si è saputo e letto solo due giorni e ancora oggi, nessuno fa notare che tra le amicizie su Fb di questo pr ci sarebbe stata quella con uno dei due ragazzi accusati del delitto Varani. Il vero problema di queste storie è: esiste o no una lobby Lgbt dell’informazione? Eppoi a questo si aggiunge un altro problema che si chiama Roma».

In che senso? 

«Dentro questa città c’è un addentellato che nell’intervista a Libero ho definito “colonia del male” dove purtroppo c’è un incrocio tra omosessualità, consumo sfrenato di alcol e sostanze stupefacenti, ‘uso’ di giovane prede: tutto questo crea un contesto socialmente pericoloso che a mio avviso va affrontato sul piano dell’ordine pubblico. Un giornalista omosessuale ed esponente della comunità Lgbt ha scritto che dopo l’omicidio Varani il mondo gay ha temuto che potesse essere scoperchiato il vaso di Pandora su alcune abitudini notturne di quel mondo. Io chiedo che questo caso venga effettivamente scoperchiato»

La battaglia per il Campidoglio. Nelle manovre tra Bertolaso e Marchini c’è una sorta di ritorno a un ‘centro di gravità permanente’; la Meloni sta a destra ma oggi La Russa ha anticipato una terza gamba al centro a sostegno della Meloni se Marchini e Bertolaso convergeranno. Che idea si è fatto? 

«E’ in corso un congresso di An, anzi, per essere più precisi del Msi. C’è Storace contro Augello, vero kingmaker di Marchini, contro La Russa: è un tradizionale congresso della destra romana che non ha a cuore i problemi della città ma che serve solo a misurare gli spazi di potere tra queste tre correnti. Mi chiedo: perché un cittadino romano dovrebbe essere interessato alla competizione tra vecchio colonnelli ex finiani, due decenni dopo la svolta di Fiuggi? E’ una partita che sa di passato; l’orizzonte del futuro è nella proposta del Popolo della Famiglia, che è una proposta valoriale che presenta facce nuove, che entusiasma i giovani, che mobilita energie impensabili come si vede dal sondaggio di Intelligonews, che proviene dalla grandissima mobilitazione popolare che è stata il Family Day. Credo che il congresso tra le correnti di Storace, La Russa e Augello, come ai bei tempi, non potrebbe riempire se non la sala di un hotel mentre noi abbiamo riempito il Circo Massimo. I romani lo sanno; devono scegliere tra i giochi di potere e una proposta imperniata sui bisogni della famiglia che, poiché ha una visione dell’uomo, ha anche una visione di governo della città dell’uomo»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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